Ambiente

il vero motore del cambiamento


Gran parte di ciò che facciamo al lavoro non nasce infatti da decisioni razionali prese ogni volta da zero. Nasce da schemi appresi nel tempo, che diventano progressivamente automatici. È un processo che la psicologia cognitiva descrive come un vero e proprio “cerchio dell’abitudine”, e che nelle organizzazioni finisce spesso per radicarsi quasi come un tratto del loro DNA.

Il meccanismo delle abitudini

Ogni abitudine nasce da una sequenza relativamente semplice. All’inizio c’è una fase di sperimentazione: una persona prova una risposta a una situazione nuova. Se quella risposta produce un risultato percepito come utile o soddisfacente, il cervello tende a conservarla.

Con il tempo quella risposta non viene più scelta consapevolmente: viene richiamata in modo quasi automatico. È qui che il processo diventa circolare. Uno stimolo attiva una routine e la routine produce una gratificazione che rafforza il comportamento.

Il giornalista e studioso Charles Duhigg ha sintetizzato questo processo individuando quattro elementi fondamentali: il segnale, che attiva il comportamento; la routine, cioè l’azione abituale; la gratificazione, che rafforza il meccanismo; e infine il bisogno, che rende quella gratificazione significativa.

Una volta consolidato, questo circuito diventa sorprendentemente resistente al cambiamento. Non perché le persone non vogliano cambiare, ma perché il comportamento non passa più attraverso un processo intenzionale.


Source link

articoli Correlati

Back to top button
Translate »