Ambiente

Fao, caldo estremo brucia i raccolti e 500 miliardi di ore di lavoro l’anno – Istituzioni

Il caldo estremo è moltiplicatore
dirischio numero uno per la stabilità globale, temperature
superiori ai 30°C prolungate minacciano persone e colture e la
sopravvivenza di bestiame e risorse ittiche. Episodi brevi e
intensi, infatti, riducono le rese, mentre il caldo prolungato
interrompe la fotosintesi. Eventi sempre più frequenti che
minano la salute di oltre 1 miliardo di persone, causando la
perdita di 500 miliardi di ore di lavoro all’anno; in alcune
aree il numero di giorni in cui è troppo caldo potrebbe salire a
250. E’ quanto emerge dall’ultimo rapporto Fao-Omm
(Organizzazione meteorologica mondiale), rilevando un aumento
negli ultimi 50 anni di frequenza, intensità e durata di questi
eventi e il loro impatto su paesaggi e sistemi agroalimentari.
Non è più solo una questione di estati troppo lunghe, ma di
caldo estremo, ossia quando le temperature diurne e notturne
superano i range abituali per un periodo prolungato. “Si tratta
del principale moltiplicatore di rischio per la stabilità
mondiale”, ha dichiarato il direttore generale della Fao, QU
Dongyu, causa delle cosiddette siccità lampo, fenomeni rapidi e
feroci che prosciugano il suolo in pochi giorni, innescando
incendi boschivi e favorendo la proliferazione di parassiti.

   
Emblematico il caso della primavera 2025 in Kirghizistan, dove
le temperature di 10,8^ superiori alla norma, hanno causato uno
shock termico al grano, un’infestazione di locuste e calo dei
raccolti di cereali del 25%. Eventi spesso seguiti anche da
inondazioni flash, aggravando ulteriormente i danni. La
ricetta per non soccombere esiste e non è solo tecnologica. Se
da un lato servono sementi più resistenti, sistemi di allerta
precoce e nuove tecniche di irrigazione, dall’altro la sfida è
politica e sociale. Serve un accesso equo a assicurazioni,
credito e istruzione per i piccoli produttori dei paesi in via
di sviluppo. Il messaggio è un aut-aut: o si sceglie la strada
della solidarietà internazionale e della riduzione drastica
delle emissioni o il sistema finirà per collassare.

   

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