Umbria

Sicurezza e bilancio


Qualche volta accade – seppur in un clima indiavolato, come il nuovo Piano Rifiuti regionale dimostra – che anche in Umbria, all’Assemblea legislativa dell’Umbria, si possa fare il bene della regione, dei suoi conti e portare in previsione anche nuova occupazione e professionisti di settore. Capita che una proposta del centrodestra più civici, con qualche modifica, sia firmata e votata a favore anche dalla maggioranza, con la benedizione della Giunta regionale. Ed è capitato stavolta per colmare una lacuna giuridica che era diventata molto gravosa a livello economico e destinata a essere sempre più cara per le casse regionali. Stiamo parlando della gestione dei criminali psichiatrici umbri, che non possono stare in regime carcerario, avendo scontato la loro pena ma non ancora pronti a un rientro nella società.

Questi luoghi di detenzione alternativi rispondono al nome di Rems, acronimo di Residenza per l’Esecuzione delle Misure di Sicurezza. Un esempio di pazienti umbri, pagati dalla Regione per il soggiorno in strutture extraregionali, è il tragicamente famoso Mostro di Foligno, Luigi Chiatti, in terra di Toscana e soggetto a valutazione di una commissione sul suo potenziale rilascio avendo scontato la sua pena.

Che cosa è una Rems?

E’ una struttura sanitaria residenziale, prevista dalla normativa nazionale e regionale, che ospita persone affette da patologia psichiatrica a cui è stata applicata una misura di sicurezza detentiva provvisoria o definitiva. E’ una struttura a carattere terapeutico-riabilitativo di tipo comunitario ed accoglie soggetti con problemi psichiatrici subacuti e/o subcronici che presentano particolari difficoltà cliniche e relazionali nel contesto sociale di appartenenza. Le R.E.M.S. nascono dall’approvazione della legge 81/2014 che prevede il superamento degli OPG e non la sua imitazione o sostituzione, proprio per questo devono garantire un percorso di cura personalizzato senza che l’aspetto detentivo/custodiale prevalga su quello terapeutico.

La proposta dell’opposizione e la carenza dell’Umbria

Illustrando l’atto di indirizzo, Romizi ha spiegato che “attualmente l’Umbria non è dotata di una Rems ed ha stipulato con la Regione Toscana un accordo interregionale per ospitare nelle strutture fuori confine per il numero massimo di sette unità”. L’Umbria attualmente è una delle poche, insieme al Molise e alla Valle d’Aosta, non dotata di Rems. “Il Garante dei diritti dei detenuti ha più volte sottolineato che molte persone con dichiarazione di incompatibilità con il sistema carcerario potrebbero andare in Rems o in altre strutture ospedaliere, ma per mancanza di disponibilità e di risorse vengono lasciate nelle celle, dove creano enormi problemi con gli altri detenuti ed impegnano le forze di polizia penitenziaria oltre misura”. I dati dei pazienti-detenuti a rischio a Perugia: a fronte di 461 detenuti totali, 215 presentano problemi di dipendenza, di cui 67 anche con patologie psichiche; 22 sono detenuti con patologie psichiche non tossicodipendenti. “E una simile situazione c’è anche a Orvieto, Terni e Spoleto”, ha concluso Romizi.

La Presidente Proietti: “Pronti a gestire questa struttura”

Prima del voto finale, sono stati accolti dai proponenti alcuni emendamenti presentati dai consiglieri di maggioranza, che poi hanno firmato l’atto insieme a tutti i componenti dell’Aula. Soddisfatta Stefania Proietti per il voto congiunto sulla Rems: “Gli istituti circondariali hanno bisogno del nostro sostegno per dare a tutti i detenuti una possibilità di vita dopo il tempo che si è trascorso nelle carceri. L’assenza di un nostro provveditorato, l’assenza di una Rems, unita all’aumento delle patologie psichiatriche, ci fa dire che è una necessità assoluta dotare la nostra Regione di una Rems. Questa mozione ci servirà in tutte le sedi per i confronti che ci porteranno ad avere una struttura di questo tipo in Umbria”.

L’ex Presidente Tesei: “Il primo passo mosso dalla nostra amministrazione”

Il voto favorevole alla Rems in Umbria viene visto dall’ex governatrice dell’Umbria, Donatella Tesei, come un ulteriore passo verso questo servizio di gestione delle criticità, partito proprio ai tempi della sua amministrazione regionale: “In questa regione la mancanza di una Rems era un tema attenzionato da tempo. Abbiamo iniziato un percorso concreto nella scorsa legislatura. Adesso c’è il tema della localizzazione. Su questo dovremo essere pronti. Invito tutti a concentrarsi sulla realizzazione concreta. La volontà c’è già dal 2021”.

Accordo destra e sinistra: il plauso della Presidente Bistocchi

“Bene la condivisione delle modifiche sulla proposta tra destra e sinistra”: lo ha ribadito in Aula Sarah Bistocchi, presidente dell’Assemblea legislativa, che ha aggiunto: “Sono molto soddisfatta del metodo, ma anche molto contenta sul merito. Chi si occupa di fragilità sa che esistono luoghi disabilitanti che generano e alimentano fragilità. L’istituzione di una Rems in Umbria è necessaria. Sarà poi importante monitorare la realizzazione di questa struttura. Per fare queste cose serve sensibilità e umanità di base. Poi anche serietà, competenza e preparazione nel realizzare quello che oggi ci prendiamo l’impegno di realizzare”.


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