Scienza e tecnologia

Google Workspace: tutte le novità annunciate al Cloud Next 2026

Google ha annunciato al Cloud Next 2026 una serie di aggiornamenti per Google Workspace che riguardano Meet, Drive, Sheets e non solo. Non si tratta di ritocchi estetici: alcune di queste novità cambiano concretamente il modo in cui usiamo questi strumenti ogni giorno, soprattutto per chi lavora in ambienti ibridi o in team distribuiti.

La più interessante, almeno sulla carta, riguarda Google Meet e la funzione “Prendi appunti per me”, già disponibile da qualche tempo per le videochiamate. Google dichiara che oltre 110 milioni di partecipanti l’hanno usata nell’ultimo mese, con una crescita anno su anno di 8,5 volte. Numeri che giustificano l’espansione della funzione.

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Note automatiche anche in presenza (e su Teams e Zoom)

La novità più concreta è che “Prendi appunti per me” funziona ora anche per le riunioni fisiche: basta avviare la funzione dall’app mobile o dal sito di Meet per ottenere una trascrizione automatica, un riassunto e un elenco di azioni da intraprendere, salvati direttamente in Google Documenti. In pratica, il telefono ascolta la stanza e fa il lavoro al posto vostro.

C’è un dettaglio che vale la pena sottolineare: la stessa funzione è ora disponibile anche per le riunioni su Teams e Zoom. Google non obbliga più a usare Meet per sfruttare la propria IA, il che è una mossa intelligente per chi lavora in aziende con stack misti.

Projects su Drive e Canvas su Sheets

Google Drive introduce i “Progetti”: una funzione per raggruppare file e conversazioni in un unico posto, accessibile dal pannello laterale sul web. L’idea è permettere a Gemini di lavorare su un insieme definito di documenti, così da avere conversazioni contestualizzate senza dover ogni volta specificare su cosa si sta lavorando. È una risposta diretta ai Notebook di Gemini, di cui abbiamo parlato di recente, applicata però direttamente all’interno di Drive.

Su Google Sheets arriva invece Canvas, che permette di creare dashboard interattive, mappe di calore e board in stile kanban direttamente sopra i dati del foglio. Google la descrive come una “mini-app interattiva” sovrapposta al foglio di calcolo: utile per chi deve presentare dati senza esportarli altrove.

Automazioni più intelligenti e un MCP Server per sviluppatori

Workspace Studio aggiunge il concetto di “skill”: automazioni predefinite per compiti ricorrenti, richiamabili da qualsiasi chat Gemini in Workspace. L’esempio fornito da Google è eloquente: una skill può confrontare automaticamente le fatture in arrivo con quelle precedenti nella casella di posta, segnalando discrepanze senza intervento manuale. Non è fantascienza, ma è il tipo di automazione che chi gestisce contabilità o acquisti apprezzerà subito.

Per i più tecnici, Google annuncia anche un Workspace MCP Server che consente a applicazioni di terze parti di interagire con Drive, Gmail, Calendar e Chat. A breve arriverà anche una CLI ufficiale per gestire queste integrazioni direttamente da agenti automatizzati. Sono strumenti pensati per sviluppatori, ma segnalano la direzione: Workspace vuole diventare un’infrastruttura su cui costruire, non solo un insieme di app.

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