Molise

‘Un Muro Contro il Silenzio’, al Liceo Artistico di Termoli l’arte diventa presidio contro la violenza di genere | isNews

Concluso il ciclo di incontri del progetto promosso da Liberaluna: gli studenti hanno ideato un murales collettivo per sensibilizzare la comunità


TERMOLI. Un percorso di impegno civile che trasforma le pareti scolastiche in messaggi di consapevolezza e responsabilità. Si è concluso presso il Liceo Artistico dell’Istituto ‘Jacovitti’ di Termoli il ciclo di incontri del progetto ‘Un Muro Contro il Silenzio – Arte e Scuola per dire NO alla violenza sulle donne’, iniziativa promossa dall’APS Liberaluna ETS. Il progetto, sostenuto dalla dirigente scolastica Maddalena Chimisso e coordinato dal professor Michele Carafa, ha coinvolto attivamente gli studenti in un percorso di riflessione profonda sul tema della violenza di genere.

Sotto la guida della psicologa Emanuela Teresa Galasso e dello street writer Francesco Di Gaetano, in arte NOS, i ragazzi hanno affrontato un confronto aperto sulle diverse forme di abuso, da quello psicologico ed economico a quello digitale e sessuale. L’obiettivo degli incontri è stato fornire ai giovani gli strumenti necessari per riconoscere i segnali del maltrattamento e comprendere l’importanza fondamentale di chiedere aiuto, scardinando stereotipi culturali e linguistici ancora radicati nella società.

La fase più intensa del progetto si è sviluppata nel laboratorio creativo dove, attraverso sessioni di brainstorming, gli studenti hanno elaborato un’idea comune per la realizzazione di un murales. L’opera, che sarà impressa permanentemente sul territorio, non sarà soltanto un intervento artistico ma un simbolo collettivo nato dalla voce e dai vissuti degli alunni, pensato per invitare l’intera comunità a non restare in silenzio di fronte alla violenza.

L’iniziativa culminerà in un evento pubblico di inaugurazione durante il quale l’opera verrà svelata alla cittadinanza, alle famiglie e alle istituzioni. In questa occasione, gli studenti riceveranno un attestato di partecipazione e assumeranno il ruolo di ambasciatori del messaggio di cambiamento, raccontando in prima persona il significato del segno lasciato sulla parete della loro scuola. Per la responsabile del progetto, Maria Grazia La Selva, l’esperienza ha saputo trasformare la creatività in un concreto atto di cittadinanza attiva.


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