Noi parliamo lui agisce – il Giornale
Dopo dazi, Groenlandia e Venezuela, mentre l’Europa si scanna fra destra e sinistra (due visioni del Novecento sepolte dalla storia), Donald Trump apre uno spiraglio di pace laddove nessuno sarebbe stato in grado di farlo. Ferma ancora Israele, mentre la Flotilla imbarca viveri per la sua scampagnata, tratta sul petrolio e argina la Cina che cerca il dominio sull’Africa. Insomma, mentre noi parliamo, spieghiamo, discettiamo, ci indigniamo, l’America agisce. Ultimo baluardo della democrazia capace di decidere qualcosa nei tempi di questa nuova era, incompatibili con
la burocrazia Ue e con i contrappesi partitici che noi vendiamo come equilibri liberali. Hormuz riapre grazie agli americani. Se ci sarà uno stop al nucleare in Iran sarà grazie agli americani. Se il terrorismo islamista non ha già vinto è grazie agli americani. Le critiche a Giorgia Meloni sono un pungolo per l’Europa. Sappiamo tutti che l’Italia ha fatto tanto per dire no a questa gestione dell’Unione, ideologica e fallimentare. Ma sappiamo anche che finché non cambierà il sistema di guida del Vecchio continente, di questa dicitura resterà solo la parola Vecchio. Non so come cambieranno gli
assetti della Nato, ma certo è che l’America è una democrazia che sta giocando una partita
fondamentale per il nuovo mondo. Noi dobbiamo decidere che democrazia essere. O a che parte di mondo voler soccombere. Sperando che qualcuno, a cui daranno del pazzo come Trump, continui a ripetere che è l’ultima occasione.
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