Dispetti e botte, a Sassoferrato è guerra fra 3 vicini. Si tirano anche le teglie: tutti puniti
SASSOFERRATO Una convivenza difficile tra minacce di morte, colpi proibiti e pure il lancio di una teglia da forno. Una guerra dei Roses (extra-coniugale in questo caso) quella scoppiata tra vicini di casa nel corso dell’estate del 2021, nelle campagne di Sassoferrato. Da una parte, madre e figlia; dall’altra un 46enne. Tutti finiti a processo per lesioni personali (e contemporaneamente parti civili) e condannati ieri mattina dal giudice Maria Elena Cola: quattro mesi e dieci giorni al 46enne e alla vicina 80enne, tre mesi alla figlia 48enne dell’anziana. Tutti hanno beneficiato della sospensione condizionale della pena.
La ricostruzione
L’imputato, insieme alla moglie, viveva affianco all’abitazione delle due donne, assistite dall’avvocato Mauro Diamantini.
Lui, tre anni prima, aveva segnalato una situazione di degrado, per cui poi erano arrivati i carabinieri forestali a casa delle imputate. Cosa avevano trovato? Cani e gatti tenuti in una situazione igienico-sanitaria precaria, tanto che era scattato il sequestro di 45 animali.
Da quell’episodio, aveva sostenuto il 46enne in aula, sarebbero cambiati i rapporti di vicinato tra le due famiglie. L’exploit si sarebbe avuto il 19 agosto del 2021, quando erano tutti finiti all’ospedale dopo una colluttazione, compresa la moglie del 46enne. Stando alla ricostruzione della procura, l’uomo aveva colpito le due donne con una sedia e un arnese di ferro. D’altro canto, lui sarebbe stato colpito dalle imputate con calci, pugni e un palo. La moglie era accorsa in suo aiuto, ma sarebbe stata picchiata anche lei con un pugno sferrato dalla 80enne. Le prognosi erano state comprese tra i tre e i cinque giorni per i traumi subiti.
L’altro episodio
Non è finita. Due mesi prima, si sarebbe verificato un altro episodio, con protagonista il 46enne, difeso dall’avvocato Federico Giaccaglini. Cosa era successo? Per la procura, aveva minacciato di morte («Ti ammazzo») la vicina più giovane, scagliandole contro una teglia da forno e colpendola alla mano con un arnese di ferro. Un moschettone, ha ipotizzato la pubblica accusa. Anche se nell’imputazione sono stati indicati pure un palo e una spranga. L’anziana sarebbe stata invece colpita con un paio di forbici. Le due donne erano entrambe finite all’ospedale. La prognosi: tre giorni ciascuna. Dopo l’uscita delle motivazioni della sentenza, i tre imputati (nonché vittime) potranno proporre appello.




