L’autotrasporto verso il blocco nazionale – Forlì24ore.it

Proclamato il fermo dei servizi per denunciare l’insostenibilità dei costi e l’assenza di dialogo con il Governo
Il settore del trasporto merci si prepara a un arresto forzato su scala nazionale. Lo ha stabilito ufficialmente il Comitato Esecutivo di Unatras, il coordinamento unitario delle federazioni del comparto a cui aderisce Confartigianato, durante la riunione tenutasi a Roma il 17 aprile. La decisione di proclamare il fermo delle attività è giunta come risposta obbligata a una crisi che sta spingendo migliaia di imprese verso il collasso operativo, con l’Ufficio di Presidenza incaricato ora di definire date e modalità del blocco nel rispetto delle normative vigenti.
Alberto Camporesi, vicesegretario di Confartigianato Forlì e coordinatore dell’area categorie, ha definito la proclamazione dello sciopero come l’unica via rimasta percorribile a fronte di quello che descrive come un immobilismo governativo preoccupante. Secondo l’associazione, l’impennata dei costi del carburante ha reso economicamente impossibile proseguire l’attività per molte realtà italiane. I provvedimenti adottati finora dall’Esecutivo sono stati giudicati insufficienti e, in alcuni casi, paradossalmente penalizzanti per quegli autotrasportatori professionali che hanno investito risorse importanti in sicurezza e sostenibilità ambientale.
L’amarezza della categoria nasce anche dalla percezione di una mancata considerazione istituzionale. Camporesi sottolinea come le organizzazioni di Unatras, pur avendo mantenuto un profilo di grande responsabilità durante le fasi più critiche per il Paese, non siano state convocate per un confronto di merito nonostante le ripetute richieste. Con un bacino di centomila imprese e mezzo milione di lavoratori, l’autotrasporto italiano avverte che continuare a viaggiare in perdita produrrebbe danni maggiori di un fermo totale, ricordando come la centralità del comparto, evidente durante la pandemia, sembri oggi essere stata dimenticata.
Per evitare l’impatto economico del blocco, il coordinamento nazionale chiede interventi urgenti e concreti. Tra le richieste principali figurano l’emanazione immediata del decreto attuativo per il credito d’imposta, ristori compensativi per il mancato rimborso delle accise, sospensioni dei versamenti fiscali e contributivi per sostenere la liquidità e l’adozione di un quadro di aiuti a livello europeo. Nel concludere, Camporesi ha rivolto un appello alla coesione, invitando gli imprenditori a far confluire le proteste spontanee nelle iniziative unitarie regolate dalla legge, auspicando che la compattezza della categoria possa finalmente sbloccare lo stallo con le Istituzioni.
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