Trump lancia i nuovi negoziati. “Accettino o li distruggeremo”
Una delegazione americana guidata da JD Vance si sta dirigendo in Pakistan per riavviare i negoziati con l’Iran, e Donald Trump avverte che per la Repubblica islamica si tratta dell’ultima possibilità. Poi torna a minacciare di distruggere le centrali elettriche e i ponti del Paese qualora non venga raggiunto un accordo di pace. È lo stesso presidente americano ad annunciare che i suoi inviati Steve Witkoff e Jared Kushner arriveranno a Islamabad per riprendere i colloqui, anche se inizialmente il tycoon esclude la presenza del suo numero due per “motivi di sicurezza”, mentre poco dopo la Casa Bianca rettifica l’affermazione. Il tutto nonostante da Teheran arrivino segnali incerti secondo Axios, poiché sospetta che le dichiarazioni di Trump possano essere una copertura per un attacco a sorpresa da parte degli Stati Uniti. Fino al pomeriggio di ieri gli iraniani non hanno confermato l’invio di negoziatori, e anzi l’agenzia di stampa statale Irna ha negato che fossero previsti colloqui. Non è chiaro, aggiunge Axios, quando esattamente dovrebbero iniziare le trattative, né quando Vance ha in programma di lasciare Washington.
Nonostante ciò, a Islamabad le misure di sicurezza sono state visibilmente rafforzate in previsione degli incontri. Le agenzie Fare e Tasnim citando fonti informate di Teheran dicono tuttavia che “l’atmosfera generale non può essere considerata molto positiva”, e la revoca del blocco navale degli Usa è una condizione preliminare per i negoziati. Un altro dei principali punti critici è rappresentato dalle scorte di uranio arricchito: venerdì Trump ha dichiarato che il regime ha accettato di consegnare i suoi circa 440 chilogrammi di uranio, mentre il ministero degli Esteri iraniano ha smentito. Secondo il presidente tutto è già stato negoziato e in Pakistan dovrebbe essere veloce, ma “se l’Iran non accetterà l’accordo, l’intero Paese sarà fatto saltare in aria”. In un’intervista a Fox, il comandante in capo dice che non è sua intenzione ripetere lo “stesso errore” fatto da Barack Obama con l’intesa sul nucleare del 2015, che più volte ha definito “pessima”. Su Truth The Donald parla a se stesso, dicendo “No more Mr. Nice Guy”, basta fare il bravo ragazzo, e lo fa per spiegare ancora una volta che finora è stato “bravo”, ma se Teheran non accetterà l’accordo “equo e ragionevole” degli Stati Uniti allora smetterà di essere gentile e distruggerà le centrali elettriche e i ponti del Paese. Inoltre, ha in programma di diffondere una lettera indirizzata agli iraniani, per far sapere “cosa è a rischio se non ci sarà un accordo”.
Trump accusa la Repubblica islamica di aver commesso una “grave violazione” della tregua (che termina mercoledì): “Ha deciso di aprire il fuoco nello Stretto di Hormuz, una violazione totale. Molti dei colpi erano diretti contro una nave francese e un mercantile del Regno Unito. Non è stato un bel gesto, vero?”. Ma un accordo di pace ci sarà, prosegue: “Accadrà. In un modo o nell’altro. Con le buone o con le cattive”. A suo parere, gli Stati Uniti stanno offrendo un’intesa “molto equa e ragionevole. Spero che la accettino. Se non lo faranno, distruggeremo ogni singola centrale elettrica e ogni singolo ponte”. “Cederanno in fretta, cederanno facilmente e, se non accetteranno sarà un mio onore fare ciò che deve essere fatto, ciò che avrebbe dovuto essere fatto all’Iran da altri presidenti, negli ultimi 47 anni.
È arrivato il momento di mettere fine alla macchina da morte di Teheran”. L’ambasciatore americano all’Onu Mike Waltz, da parte sua, spiega ad Abc News che il nuovo ciclo di colloqui porterà a un esito “di incredibile rilevanza”.
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