Arezzo e l’allarme criticità sulle nuove procedure di invalidità civile

Possibili criticità legate alle nuove procedure di invalidità civile. A lanciare l’allarme sono le segreterie provinciali aretine di Spi Cgil, Fno Cisl e Uilp Uil. Le misure sono in vigore dal 1° marzo, che attuano il decreto legislativo 3 maggio 2024 in materia di disabilità, inserito nel quadro della riforma della non autosufficienza e della disabilità prevista dal Pnrr.
Una riforma che attribuisce all’Inps il ruolo di titolare unico del processo di accertamento, con l’obiettivo dichiarato di ridurre i tempi e semplificare le procedure.
Nel corso della conferenza svoltati stamani ad Arezzo sono state espresse “forti perplessità” su diversi aspetti applicativi che, secondo i sindacati pensionati, rischiano di tradursi in nuove difficoltà per cittadini e famiglie. Tra le principali criticità evidenziate, l’esclusione dei patronati e delle associazioni dal ruolo di assistenza, proprio in una fase che richiederebbe maggiore accompagnamento per le persone più fragili.
Sotto osservazione anche gli oneri a carico dei medici certificatori, chiamati a compilazioni complesse, e i costi dei certificati e degli eventuali ricorsi. Ulteriori elementi di difficoltà riguardano l’obbligo di visite in presenza presso le sedi Inps, con disagi per chi vive nelle aree più periferiche, e i limiti nella possibilità di allegare documentazione sanitaria.
Le organizzazioni sindacali hanno sottolineato come tali problematiche incidano “non solo sulla popolazione anziana, ma su tutte le famiglie coinvolte in percorsi di cura, evidenziando anche le difficoltà del sistema territoriale e il peso crescente sui caregiver. E hanno quindi ribadito la necessità di una revisione delle modalità applicative della riforma, sollecitando un intervento delle istituzioni per garantire un sistema più accessibile, equo ed efficace”.
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