“La fine è l’inizio di una corsa”, l’ultimo saluto a Miki De Ruvo
Quando una televisione locale smette di limitarsi a raccontare la realtà e inizia a crearla, dietro c’è quasi sempre una grande intuizione. Per Telebari, seconda emittente televisiva privata nata in Italia 53 anni fa, quell’intuizione aveva il volto di Miki De Ruvo. Con la sua scomparsa, a 77 anni, non se ne va soltanto un giornalista o un direttore: si chiude uno dei capitoli più creativi dell’emittenza pugliese.
Giornalista fino alla fine, ha affidato il suo ultimo messaggio a una frase registrata e fatta risuonare al termine del suo stesso funerale nella chiesa Madre ‘Santa Maria della Pace’ a Noicattaro: “La fine è l’inizio di una corsa, che anche se dura 100 anni è infinitamente breve. Ho superato i cinquant’anni, la mezza età, sempre che si viva 100, è proprio per questa corsa ora sta assumendo una velocità vertiginosa, come se non mi desse il tempo per raccogliere tutte le mie cose nell’immediatezza del trasloco. Ma quand’è che si diventa anziani e poi vecchi? A 65, 70 anni. Forse quando il corpo comincia a disobbedire alla mente o ad eseguire con stanchezza gli ordini del cervello e allora rabbiosamente acchiappi tutto ciò che ti capita”. Il suo accento barese e il suo timbro caldo e fiero non si dimenticheranno.
Direttore di Telebari tra il 1991 e il 1994, costruì una redazione capace di raccontare Bari andando oltre la cronaca, sempre al servizio dei cittadini., anticipando linguaggi e format che avrebbero lasciato il segno. Fu lui a credere per primo nel talento di Gennaro Nunziante, futuro autore e regista dei film di Checco Zalone, e nella comicità di Toti e Tata, dando vita al fenomeno televisivo di Filomena Coza Depurada, diventato un autentico cult. Ma quella stagione irripetibile fu molto di più: nacquero programmi originali come La Pagina Stracciata, Cronaca in Accademia, le estrazioni del Lotto e, per lo sport, trasmissioni destinate a entrare nella memoria dei tifosi, come La Tribù Crudele, ideata da Francesco Monteleone. De Ruvo costruì anche una redazione giovane e autorevole, valorizzando professionisti come Fortunata Dell’Orzo, Susanna Napolitano, Piero Ricci e Roberto Bonavoglia.
Innovatore instancabile, sperimentò nuovi linguaggi televisivi e, negli anni Duemila, tornò a Telebari con talk politici molto seguiti. Giornalista, autore e uomo di teatro, lascia un’eredità fatta di creatività, coraggio e passione. Bari oggi saluta uno dei protagonisti della sua storia culturale e televisiva.




