Piemonte

Disabile bloccata nella casa nuova da due piante: “Basterebbe spostarle ma per il Comune è tutto ok”

Chi è costretto a vivere, o ha vissuto per un po’, su una carrozzina lo sa bene: un gradino, un restringimento, una curva troppo stretta, passaggi insignificanti per una persona normodotata, possono trasformarsi per i portatori di handicap in barriere insormontabili che trasformano in calvario una vita già segnata quotidianamente da problemi di ogni tipo. Una donna di 67 anni, M.F. disabile al cento per cento a causa di un incidente stradale (era stata investita sulle strisce pedonali) dal primo giugno è di fatto rinchiusa nella sua abitazione a Pinerolo e non è più nelle condizioni di poter agevolmente uscire.

Il problema è semplice, quasi banale. Due arbusti davanti al portone d’ingresso del condominio non le consentono di poter manovrare la sua carrozzina per tetraplegici, dal peso di circa 140 chili. Quando ha preso possesso dell’appartamento ha avuto bisogno di un volontario della Croce Verde e di una badante per far spingere e manovrare la sua carrozzina elettrica.

Già il 17 febbraio scorso la signora, proprio in previsione di trasferirsi nel nuovo appartamento in affitto che (ingresso a parte) è compatibile con le sue esigenze, aveva scritto al Comune di Pinerolo facendo richiesta di modifica del suolo pubblico poiché la presenza dei cespugli davanti a casa le impediscono un accesso agevole con la carrozzina. la richiesta era di spostare le piante e, a sue spese, di realizzare un piccolo scivolo tra strada e marciapiede che, assieme a una pedana in legno davanti alla porta del condominio, le consentirebbe di entrare e uscire di casa in linea retta.

La vicenda è stata anche denunciata mercoledì scorso in Consiglio comunale, provocando polemica. Per entrare in casa la donna dovrebbe compiere una curva di 90 gradi in uno spazio strettissimo, sempre facendo attenzione a non finire addosso all’alberello o, peggio, giù dal gradino del marciapiede. Operazione impossibile per M.F. che ha solo l’uso di una mano che le serve, appunto, ad azionare il joystick della sua sedia a rotelle.

In seguito alla lettera c’è stato un sopralluogo al quale è seguita una risposta del Comune: “È stato accertato che il marciapiede antistante l’immobile, allo stato attuale, risulta già privo di barriere architettoniche. In considerazione di quanto sopra esposto, si comunica che la questione è stata sottoposta alla valutazione della giunta comunale. Con la presente si informa che la giunta, in data 8 aprile 2026, ha comunicato di ‘non procedere ad alcuna modifica’ e che pertanto le richieste avanzate devono intendersi respinte”.

Ma la signora M.F. non ci sta: “Non hanno capito nulla – spiega – il problema sono i cespugli davanti a casa che non mi permettono di manovrare in autonomia la carrozzina. Ho bisogno di un accesso diretto senza fare manovre a me impossibili. Ero anche disposta a pagare io le spese dei lavori. Si tratta semplicemente di togliere due arbusti e mettere il porfido in continuità con la pavimentazione pubblica. Si tratta di poco meno di un metro di cespugli. Tutto inutile. Ora io sono chiusa in casa e in questi giorni, con il caldo che fa, la mia unica consolazione è il ventilatore. Questa mancanza di sensibilità per le persone disabili è vergognosa”.

L’inquilina dell’appartamento ha deciso dunque di rivolgersi all’avvocata Vanessa Boccato: “Il 28 aprile – afferma la legale – ho mandato una pec al Comune ma ancora oggi, dopo due mesi, sto aspettando una risposta. Non capisco quale sia il problema: non ci sono opere rilevanti da fare, si tratta di un paio di cespugli. Non comprendo come mai si siano impuntati nei confronti di una disabile, impossibilitata ad uscire di casa. Ha già patito un danno a causa un incidente stradale. Il problema è manovrare la carrozzina, qui si tratta di una tutela nei confronti dei cittadini. Se non ci saranno risposte mi vedrò costretta ad un’azione giudiziaria per far valere i diritti della signora”.

Dal Comune ora arriva una parziale apertura: “Provvederemo a prendere contatto con la signora – dice l’assessora Bruna Destefanis – per renderci conto di quale sia la situazione e capire la sua problematica”.


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