Toscana

È un segreto ma te lo dico














È un segreto ma te lo dico, Rimako Horikawa, Kira Kira

Norio Adachi ama i treni. Al ritorno da scuola lascia velocemente la cartella a casa e corre al passaggio a livello. Da grande vorrebbe fare il macchinista e conosce ogni dettaglio dell’elettrotreno serie E233, dalla carrozzeria argentata alla striscia colorata che corre lungo tutto il treno e che cambia a seconda della linea.

Maya Ogawa desidera ardentemente una caramella con il filo e, quando per un colpo di fortuna riesce a comprarla, si gode un giro sull’altalena lasciando che il filo della caramella le solletichi le guance.

Manabu Uchiumi ama gli insetti e gli animali in generale. Quando i compagni ne trovano uno, lo vanno subito a chiamare per sapere di quale insetto si tratta. Con il retino speciale che gli ha costruito il nonno riesce perfino a catturare le cicale che si nascondono nei posti più alti. Shuko Ueda invece a scuola proprio non vorrebbe andarci. Odia alzarsi presto, odia gli ideogrammi, la matematica e anche stare seduta a guardare nella stessa direzione dei suoi compagni. Sono quattro bambini che frequentano la stessa classe della stessa scuola elementare e che, apparentemente, non potrebbero essere più diversi. Ognuno di loro però custodisce un segreto che il lettore scopre poco alla volta, pagina dopo pagina. Le loro vite si intrecciano nella quotidianità di un piccolo quartiere, tra piccole sfide, incontri, desideri e prove da superare.

Rimako Horikawa, già presente nel catalogo di Kira Kira Edizioni con L’atelier sul mare, firma un romanzo molto godibile per lettori in erba, una storia in cui le vite di quattro bambini si annodano e prendono una direzione comune proprio grazie alla voglia di condividere avventure ed emozioni. Ci piace molto il modo in cui l’autrice racconta l’infanzia senza cercare di renderla più straordinaria di quello che è. Ci sono i treni, le caramelle, gli insetti, la scuola, le amicizie, le piccole cose che possono sembrare insignificanti agli occhi degli adulti e che invece, per un bambino, possono diventare importantissime. E poi ci sono i segreti, quelli che a volte vengono custoditi per la paura di non essere capiti o in attesa del momento giusto per raccontarli.
Alla fine del libro alcune pagine aiutano i lettori a conoscere meglio parole e curiosità giapponesi incontrate nella storia: lo yen, la moneta utilizzata in Giappone, il napolitan, un particolare condimento per gli spaghetti a base di ketchup, cipolla, funghi e altri ingredienti, e gli onigiri, le famose polpette di riso. C’è anche una mappa del quartiere in cui vivono i protagonisti, che permette di seguire i loro spostamenti e di entrare ancora un po’ di più nel loro mondo.

“È un segreto ma te lo dico” è una storia che ci ricorda quanto poco sappiamo davvero delle persone che abbiamo accanto. Dietro un bambino che ama i treni, uno che conosce tutti gli insetti, una bambina che desidera una caramella o una compagna che non vuole andare a scuola c’è sempre qualcosa che non vediamo subito. Questa storia è un invito a guardare un po’ più attentamente gli altri, con le loro storie, emozioni e segreti.























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