Dalla preparazione della piada alla riparazione delle bici, si concludono i laboratori di Confartigianato per i giovani

Nei tre seguitissimi laboratori proposti da Confartigianato Imprese Rimini nell’ambito di Creattività – Festival della Didattica Creativa, a Miramare fino al 4 settembre, le ragazze e i ragazzi coinvolti, dai 10 ai 14 anni, hanno avuto l’occasione di avvicinarsi con entusiasmo al mondo dell’artigianato attraverso l’esperienza diretta. Tre attività diverse – la meccanica e la riparazione delle biciclette con Mirko Bonvicini di Eurofficina, la preparazione della piadina con Rita Tomassoni, già titolare della Piadineria Marecchiese, e il mosaico con Enzo Nisi, presidente ANAP Confartigianato Rimini ed ex piastrellista – accomunate dalla stessa idea: imparare facendo. La manifestazione, patrocinata dal Comune di Rimini e da Confartigianato Imprese Rimini, è stata promossa con successo da volontari del quartiere composto da giovani, insegnanti, genitori, imprenditori e commercianti, in collaborazione con il Forum di quartiere e i Civivo.
“È stata un’esperienza piacevole, come sempre, perché i ragazzi mostrano curiosità e voglia di mettersi alla prova – racconta Mirko Bonvicini –. È bello vedere che non hanno paura di “sporcarsi le mani”, di smontare, osservare e capire concretamente come funzionano le cose. Il laboratorio è anche un modo per accompagnarli in un primo approccio alla meccanica, aiutandoli a scoprire che dietro agli oggetti che utilizzano ogni giorno ci sono competenze, manualità e attenzione”.
Lo stesso approccio nel laboratorio sulla piadina. “Per me è sempre importante trasmettere ai ragazzi quello che ho imparato negli anni alla guida di una piadineria – spiega Rita Tomassoni –. Si parte da un gesto semplice e concreto come preparare e impastare con acqua e farina. È bello poter condividere un sapere legato alla tradizione romagnola, ma anche far capire che dietro a una preparazione apparentemente semplice ci sono esperienza, tecnica, manualità e tanto lavoro. Creare occasioni in cui i ragazzi possano imparare concretamente, mettendo le mani in pasta e sperimentando direttamente, può anche far nascere curiosità e interesse verso un possibile percorso professionale futuro”.
Nel laboratorio di mosaico, il “fare” è stato anche occasione di incontro tra generazioni. “Ho vissuto questa esperienza in modo molto personale – racconta Enzo Nisi –. Nel rapporto con i ragazzi mi sono sentito quasi come un nonno che trasmette qualcosa alle generazioni più giovani. Essendo stato piastrellista, per me è stato particolarmente significativo insegnare loro a realizzare piccole opere utilizzando piastrelline e materiali che appartenevano al mio mestiere. Ho cercato di trasmettere non solo una tecnica, ma anche alcuni valori fondamentali del lavoro artigiano: pazienza, precisione, cura e attenzione”.
I laboratori gratuiti hanno mostrato come il lavoro manuale possa sviluppare manualità, coordinazione, concentrazione, autonomia e sicurezza nelle proprie capacità. “È questo uno dei motivi per cui riteniamo importante essere presenti e patrocinare iniziative come Creattività – sottolineano da Confartigianato Imprese Rimini –. Avvicinare i ragazzi al lavoro manuale significa permettere loro di scoprire competenze che spesso non emergono attraverso un apprendimento esclusivamente teorico. Significa anche far conoscere concretamente mestieri, strumenti, materiali e professionalità e offrire uno sguardo sulle tante possibilità che il mondo del lavoro può riservare”.
Dalla meccanica alla cucina, fino al mosaico, i tre laboratori hanno raccontato un artigianato fatto di manualità, ingegno e creatività e hanno messo in relazione esperienza e nuove generazioni. Per Confartigianato Imprese Rimini, portare il “saper fare artigiano” dentro un festival dedicato alla didattica creativa significa mostrare ai più giovani che una competenza può nascere da un gesto, diventare una passione e trasformarsi nel tempo in un’opportunità per il futuro.
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