Toscana

“Lesioni interne”. Cosa emerge dall’autopsia sul corpo di Alexandra Halunga


Varie lesioni intestinali che, secondo quanto accertato dall’esame autoptico, avrebbero avuto come conseguenza la fuoriuscita di liquidi fecali scatenando una massiva infezione. È quanto sarebbe stato riscontrato oggi, 16 luglio, durante l’autopsia svolta sul corpo di Alexandra Halunga la 23enne morta lo scorso 2 luglio a cinque giorni di distanza dall’incidente stradale in cui era rimasta coinvolta. L’accertamento sul corpo della giovane è ripreso oggi dopo che la scorsa settimana era stato interrotto poiché il team di medicina legale di Siena, coordinato dal dottor Mario Gabbrielli, aveva richiesto l’intervento di un medico chirurgo che potesse valutare le lesioni intestinali riscontrate già in quella circostanza sulla salma.

Una situazione che, secondo gli accertamenti, si sarebbe aggravata nelle ore successive alla dimissione dall’ospedale dove la 23enne era stata accolta subito dopo essere stata estratta dall’auto dell’amica sulla quale viaggiava. Una situazione quanto mai complessa che verrà vagliata in ogni singolo aspetto nell’inchiesta aperta in seguito al decesso dal procuratore aretino Marco Dioni. Quattro le persone iscritte nel registro degli indagati, come atto di garanzia: l’amica di Alexandra, il medico del pronto soccorso della Fratta, il medico di base della giovane e la guardia medica. L’ipotesi è omicidio colposo.

Cosa è successo

Alle 3 circa del mattino di sabato 27 giugno Alexandra si trova a bordo di una Fiat 500 insieme a un’amica che, in quel momento, è alla guida. Stanno rientrando a casa dopo aver trascorso una serata in discoteca. Nei pressi dell’outlet di Foiano della Chiana, in località Farniole, la conducente perde il controllo del mezzo urtando contro un pilastro in cemento e finendo col veicolo ribaltato su un fianco. Le due vengono soccorse dai vigili del fuoco e dai sanitari dell’emergenza urgenza e trasferite all’ospedale della Fratta. Qui arrivano in codice 2, ovvero quello assegnato per i casi di “media gravità”.

Alle 4 circa del mattino le amiche sono in ospedale. Alexandra viene sottoposta a esami e radiografie. Ha una frattura alla mano. Le viene applicato un tutore (il gesso lo avrebbe dovuto mettere lunedì 29 giugno) e alle 9 circa viene dimessa. Nei giorni successivi la giovane, stando a quanto riportato da alcuni familiari, avrebbe lamentato uno stato di malessere generale tanto da rivolgersi prima al medico di base e poi, mercoledì 1° luglio, alla guardia medica. Quello stesso giorno però, nonostante i farmaci assunti sotto prescrizione medica, continua a non sentirsi bene fin tanto che alle 2 di notte la situazione inizia a precipitare. I genitori della giovane chiamano il 118. I sanitari si precipitano a casa loro, in via Isonzo ad Arezzo. Alexandra perde i sensi, inizia la rianimazione e, contestualmente, viene trasportata in ospedale. Ma purtroppo pochi minuti dopo l’arrivo in ospedale i medici dichiarano il decesso. Per lei non c’è stato niente da fare. Parte la segnalazione alle forze dell’ordine e, poco dopo il tragico epilogo viene aperta l’inchiesta. Sulla morte di Alexandra Halunga servono chiarimenti.

Le indagini

Secondo quanto appreso dai familiari, la giovane avrebbe dovuto sottoporsi a una tac nella giornata di ieri, 2 luglio. Purtroppo non c’è stato il tempo per eseguire l’esame. Gli accertamenti da parte della procura mirano a fare luce su eventuali responsabilità o negligenze avvenute sia nella prima fase dei riscontri medici che in quelli eseguiti nelle ore successive all’incidente stradale.

All’esame autoptico oltre al professor Mario Gabbrielli e lo specialista Flaminio Benvenuti ha preso parte anche il consulente tecnico nominato dalla famiglia, Giovanni Caruso. La famiglia di Alexandra è assistita dagli avvocati Mario Cherubini e Lido Peruzzi. Come già espresso subito dopo la tragedia la salma di Alexandra verrà tumulata in Romania, paese d’origine della famiglia mentre, nelle prossime ore all’obitorio di Arezzo verrà aperta la camera ardente.


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