«Indennizzi non coprono i danni reali»

L’aumento delle temperature e le ondate di calore rischiano di avere nuovi impatti sulle imprese: i blackout elettrici stanno diventando una criticità per le imprese italiane, tanto al sud, un tempo maggiormente colpito dal fenomeno, quanto al nord e al centro. Le produzioni si fermano per ore, con impatto anche sulla merce e macchinari, per non parlare di sistemi informatici e telecomunicazioni in tilt.
A fare un quadro della situazione è Patrizio Bertin, presidente di Confcommercio Padova: «A giudicare dai dati dell’Arera (l’autorità di regolazione per energia reti e mbiente) e da quelli dei principali distributori elettrici alla base di un oggettivo aggravamento della situazione ci sarebbero i problemi derivanti dai fenomeni climatici estremi» .
Il problema, infatti, non sembra tanto la disponibilità di energia, ma la capacità delle reti di distribuzione di reggere carichi crescenti. Stando all’analisi di Confcommercio, un blackout può provocare perdite tra 2mila e 5mila euro in poche ore tra incassi andati in fumo, prodotti da gettare e costi del personale. I danni poi aumentano nei pubblici esercizi se l’interruzione avviene durante il servizio con clienti già presenti e cucine ferme.
«Dobbiamo prendere atto – continua Bertin – che i blackout estivi non hanno più il carattere dell’emergenza occasionale ma sono ormai un problema strutturale e generalizzato».
Un altro problema che i blackout portano è l’impossibilità di utilizzare Pos e registratori di cassa: un danno significativo considerando come la moneta elettronica è diventata il primario sistema di pagamento.
«Ma nulla – avvisa il presidente di Confcommercio Padova – in confronto a quanto prevedono gli indennizzi automatici previsti dalla normativa. Per famiglie e piccole utenze in bassa tensione, il rimborso scatta dopo otto ore consecutive senza elettricità e parte da 34,50 euro. Chiaro che questi meccanismi non coprono i danni effettivi subiti dalle aziende e non li coprono nemmeno quando gli importi aumentano con la durata dell’interruzione e con la potenza impegnata, fino a un massimo di 10mila euro per le utenze in bassa tensione di maggiori dimensioni e di 40mila euro per quelle in media tensione».
Per questo il sistema Confcommercio chiede di accelerare gli investimenti sulle reti, sostituire le infrastrutture obsolete e introdurre sistemi di monitoraggio e gestione predittiva dei carichi. Con il caldo record destinato a diventare strutturale e con la crescente elettrificazione dei consumi, il rischio è che i blackout smettano di essere eventi eccezionali per trasformarsi in un fattore permanente di vulnerabilità per il sistema produttivo.
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