«Per la Meloni la realtà è evidente: i problemi sono nella maggioranza»
«Èuno scisma inevitabile visto l’atteggiamento dei lefebvriani e vista la posizione di una chiesa che sta cercando di ricompattarsi. La chiesa cattolica con Papa Leone XIV cerca fortemente l’unità e quindi non era possibile permettere che questi ipertradizionalisti coltivassero di fatto una ribellione». Con questo commento su un grande fatto internazionale Massimo Franco, prestigioso editorialista del Corsera e scrittore, inizia il colloquio col Giornale di Sicilia. Il dialogo spazia dagli scenari internazionali a quelli italiani.
Sul ruolo dell’Europa la posizione di Leone XIV differisce da quella del precedente pontefice, anche per l’evidente difesa delle democrazie liberali. Che ne pensa?
“È un ruolo di sfida, ma di sfida positiva. L’atteggiamento che ha verso l’Europa è costruttivo. A proposito dell’aggressione russa all’Ucraina, dopo l’elezione a nuovo pontefice – quando Putin e Trump cercavano o tentavano di prescindere dall’Europa – Leone XIV disse: ‘Questa è una guerra sul suolo europeo e quindi l’Europa deve contare’. Ha messo in evidenza l’importanza del riconoscimento del ruolo dell’Europa nello scenario internazionale, e poi l’ha stimolata a recuperare i suoi valori più liberali. Inoltre, dal punto di vista religioso l’ha sollecitata un po’ a trovare la propria anima. Leone XIV è andato a visitare alcuni paesi europei, questa è già un’indicazione, presto andrà anche in Francia. Vi è un cambiamento rispetto a Papa Francesco il quale nei confronti dell’Europa aveva un atteggiamento molto più pessimista, era sfiduciato. Ricordiamoci quando Francesco disse che l’Europa gli sembrava una nonna sterile, una frase molto cruda che sconcertò diverse persone a livello anche di cancellerie europee”.
Si può parlare di una concezione multilaterale della chiesa cattolica?
“La chiesa è naturalmente multilaterale, è attenta a quelle che sono le regole internazionali, il rispetto dei rapporti tra Stati e il valore della mediazione. In un’epoca in cui sembrano prevalere potenze che usano solo la forza militare Leone XIV in qualche modo richiama tutti – compresi gli Stati Uniti -. Non lo si può definire un antiamericano, è molto americano però richiama l’America e i suoi veri valori democratici”.
La politica italiana è intrisa di contraddizioni. Partiamo dal governo e dalla coalizione di centrodestra che lo sostiene. Le tensioni sono crescenti sia sul piano interno, si pensi anche alla legge elettorale, sia negli scenari esteri. Cosa accade?
“Accade che negli ultimi mesi Giorgia Meloni si è resa conto che sul piano internazionale la sponda americana è franata e sul piano interno per paradosso sono aumentate le tensioni con alcuni partiti come la Lega perché il partito antieuropeo – che c’è sia a destra che a sinistra – sembra abbia preso forza e questo rende la politica estera italiana più esposta alle critiche. Come ha dimostrato la bocciatura dell’emendamento sulle preferenze nella legge elettorale in discussione al Parlamento è evidente che i problemi più che dall’opposizione nascono all’interno della stessa maggioranza. Certamente la legge elettorale attuale non piace quasi a nessuno. Il problema è che, al di là del merito della nuova legge che ha rilievi di incostituzionalità, è sconcertante la prospettiva che potrebbe essere approvata solo dalla maggioranza, senza alcuna condivisione”.
Le contraddizioni del centrosinistra o meglio del Campo largo. Che giudizio dà?
“Sono contraddizioni simmetriche a quelle del centrodestra ma per paradosso più gravi. Se noi guardiamo alla composizione di questo cosiddetto Campo largo o campo progressista, quasi la metà delle forze che ne fanno parte – mi riferisco al Movimento 5Stelle e ad Alleanza Verdi Sinistra – sono contro l’Europa e lambiscono interessi russi. C’è un problema sia di incoerenza della politica estera che pone un problema di affidabilità in uno schieramento che si propone come alternativo, sia per il fatto che c’è ancora molta confusione per quanto riguarda il candidato o la candidata a Palazzo Chigi. Vedo delle opposizioni che rischiano di vincere con un programma assolutamente contraddittorio e riproponendo – forse più aggravati – gli stessi problemi che ha questo governo e questa maggioranza”.
Aumentano gli occupati ma i salari italiani sono tra i più bassi d’Europa, donne e giovani sono tra i più svantaggiati nel trovare lavoro. In tanti emigrano in altri stati europei. La realtà economica è più forte della propaganda?
“Credo che sia la grande contraddizione di fronte alla quale si trova il governo Meloni, che sta ottenendo un record di longevità ma anche purtroppo dei dati miseri per quanto riguarda l’occupazione, i redditi e la produttività. È un tema che in realtà l’Italia ha da circa vent’anni ma certamente da questo governo ci si sarebbe aspettati molto ma molto di più, anche perché sono arrivati molti soldi dall’Europa che sono stati spesi non bene”.
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