Il Campidoglio cerca associazioni straniere per i “tutor della notte”. Offerte entro il 17 settembre
Presentato a luglio tra annunci in grande stile e promesse di svolta, il «Piano Roma Notte» firmato dal sindaco Roberto Gualtieri e concertato con la Prefettura cerca un primo tagliando operativo.
La ricetta pensata per governare il caos del fine settimana tra vicoli e piazze storiche prova ora a fare il salto di qualità sul fronte del dialogo con i cittadini stranieri, stanziali o di passaggio, lanciando un nuovo avviso pubblico per arruolare forze fresche nel terzo settore.
Pattuglie raddoppiate e gazebo: il dispositivo dei weekend
L’architettura del piano, scattata in piena estate, poggia su un doppio binario: da un lato la stretta sui controlli tradizionali, con il raddoppio delle pattuglie notturne della Polizia Locale che nei picchi di giovedì, venerdì e sabato raggiungono le 50 unità sul campo; dall’altro una rete integrata che mette insieme municipalizzate, associazioni, esercenti e protezione civile.
In questo quadro si inseriscono i cosiddetti «tutor della notte», costituiti in piccoli nuclei da tre operatori distaccati nelle aree calde del divertimento con gazebo e veicoli d’appoggio:
Prevenzione e dissuasione soft: L’obiettivo dichiarato è frenare sul nascere l’abuso di bevande alcoliche, limitare l’inquinamento acustico, sensibilizzare alla guida sicura e promuovere l’uso di mezzi pubblici e taxi potenziati.
Nessun ruolo di pubblica sicurezza: I tutor non hanno poteri repressivi. In presenza di rissa, aggressione o reale pericolo, gli operatori si limitano ad allertare tempestivamente le forze dell’ordine senza inter porsi nei conflitti.

Caccia ai mediatori: la gara del Comune
Per coprire le lacune comunicative con la popolazione giovanile estera, Roma Capitale ha aperto una procedura d’urgenza rivolta agli enti del Terzo Settore direttamente riconducibili o connessi alle comunità straniere del territorio.
L’avviso fissa al 17 settembre il termine ultimo per la presentazione delle offerte. Successivamente, un’apposita commissione esaminerà le proposte per integrare nuovi profili multilingue nelle squadre operative.
Resta da verificare se l’affiancamento della mediazione sociale a un dispositivo di controllo di pubblica piazza riesca davvero a calmierare i nodi storici del degrado e della mala-movida romana.
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