Economia

Dall’Italia al mondo, cresce la rete contro l’isolamento degli anziani

Negli ultimi anni il volontariato aziendale è diventato una componente sempre più strutturata delle attività promosse dalle fondazioni d’impresa. Sempre più realtà scelgono infatti di investire in iniziative capaci di creare reti di inclusione sociale, coinvolgendo dipendenti, istituzioni e comunità locali anche oltre i confini nazionali. In questo percorso si inserisce anche Fondazione Amplifon, presieduta da Susan Carol Holland e guidata dalla consigliera delegata Maria Cristina Ferradini, che ha progressivamente esteso le proprie attività dall’Italia ad Australia, Belgio, Francia, Portogallo, Spagna e Svizzera.

Un progetto nato durante la pandemia

Costituita all’inizio del 2020, in occasione del 70° anniversario del Gruppo Amplifon, la Fondazione ha avviato il proprio percorso durante la pandemia. Proprio in quel periodo è nato “Ciao!”, il progetto più esteso e longevo della Fondazione, nato in Italia per contrastare l’isolamento sociale delle persone anziane nelle residenze assistenziali italiane (RSA) attraverso un palinsesto di attività fruibile attraverso sistemi di video connessione donati dalla Fondazione alle RSA stesse. Quella di “Ciao!” è infatti una rete che mette in collegamento gli ospiti delle residenze con il mondo e tra di loro: le attività spaziano da incontri culturali e laboratori creativi a sessioni di movimento, concerti e viaggi virtuali, organizzati grazie a una piattaforma di video-collegamento che consente anche di mettere in relazione strutture di Paesi diversi.

Una rete che cresce oltre i confini italiani

Dopo i risultati ottenuti in Italia, il progetto è stato progressivamente esteso in diversi Paesi in cui opera il Gruppo. Nel 2026, “Ciao!” ha coinvolto circa 310 residenze in Italia e quasi 50 strutture internazionali distribuite tra Australia, Belgio, Francia, Portogallo, Spagna e Svizzera, raggiungendo complessivamente più di 30.000 anziani.

In Spagna è stato ufficialmente inaugurato a Barcellona un capitolo locale di “Ciao!”, grazie alla partnership con l’altro Fondazione del Gruppo, Fundación Gaes Solidaria, che dal 2025 coinvolge circa 400 ospiti in 4 residenze di Barcellona; quest’anno è prevista una significativa espansione con 8 nuove residenze; in Australia, la collaborazione con Monash University ha portato a dodici il numero delle strutture coinvolte tra Melbourne e Sydney; entro l’estate saranno 18 le strutture coinvolte tra Melbourne, Sydney e Brisbane. Il progetto ha inoltre continuato a crescere in Francia, dove era stato avviato nel 2024, e conta oggi 5 residenze tra Parigi e Versailles; quest’anno è prevista un’espansione nella Loira, e in Portogallo, dove sono coinvolte 7 strutture nell’area di Lisbona e 1 nella regione Centrale; in Belgio sono state avviate le prime attività a Bruxelles e nella Regione della Vallonia.

Il contributo dei dipendenti e le iniziative sul territorio

Accanto ai programmi di inclusione sociale, la Fondazione ha rafforzato anche il proprio programma di volontariato aziendale. Nel 2025 i volontari Amplifon hanno totalizzato oltre 900 partecipazioni alle iniziative promosse, per un totale di più di 1.180 azioni di volontariato svolte in tutti i Paesi in cui è presente la Fondazione. Solo nella sede di Milano il coinvolgimento ha raggiunto il 40% dei dipendenti, un dato superiore alla media europea delle multinazionali, pari a circa il 22%.

Tra i progetti attivi figurano “Indovina chi viene a casa”, promosso insieme a Fondazione Comunità Milano e in partenariato con Fondazione Aquilone e La Bottega di Quartiere, che nel Municipio 9 di Milano mette in contatto volontari, studenti universitari e cittadini con anziani soli, coinvolgendo nel 2025 quasi 100 anziani e altrettanti volontari, e “Vicini in Città”, iniziativa che nel Municipio 4 di Milano coinvolge oltre 300 anziani della comunità di Sant’Egidio.

Il volontariato rappresenta uno strumento attraverso cui Amplifon valorizza la dimensione internazionale del Gruppo. Le attività sviluppate nei diversi Paesi mantengono un’impostazione comune, ma vengono adattate alle esigenze delle comunità locali e realizzate in collaborazione con partner del territorio. Un approccio che consente di estendere progressivamente il raggio d’azione dei progetti, favorendo allo stesso tempo il coinvolgimento dei dipendenti e la diffusione di buone pratiche tra le diverse realtà in cui la Fondazione opera.

Le attività di volontariato seguono un’impostazione comune nei diversi paesi, ma vengono adattate alle esigenze delle comunità locali e realizzate in collaborazione con partner del territorio. Per la Fondazione, in ogni paese in cui opera, il volontariato è uno strumento di inclusione e connessione: con gli anziani, con i territori, ma anche con i volontari stessi, che spesso scoprono competenze e passioni nuove lungo il percorso.

Per ulteriori informazioni è possibile consultare il sito ufficiale.


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