intervento per 2 milioni di euro

In meno di un anno il fiume Reno, nel tratto all’altezza di Mandriole, nel Ravennate, vede completato un intervento strategico per il ripristino delle condizioni di sicurezza grazie ai lavori effettuati su un movimento franoso che aveva colpito l’argine destro, progettati dai tecnici del Consorzio Cer (il Consorzio di bonifica di secondo grado per il Canale Emiliano Romagnolo).
I lavori hanno beneficiato di un’importante copertura finanziaria, dell’importo pari a 1 milione 926 mila euro, messi a disposizione da parte del Commissario straordinario alla ricostruzione nei territori e sono stati eseguiti dall’impresa Ecocave S.r.l. di Ravenna nel corso dell’ultimo biennio.
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Ed è proprio pochi giorni dopo la conclusione di questo capillare intervento all’interno delle opere della ricostruzione che i rappresentanti dei Consorzi di bonifica, degli enti di governo e delle istituzioni locali e regionali si sono riuniti alla Traversa Volta Scirocco per un sopralluogo lungo l’area interessata e per la condivisione dei dettagli dei lavori eseguiti.
All’incontro hanno partecipato il presidente del Consorzio Cer, Nicola Dalmonte, il sindaco di Ravenna, Alessandro Barattoni, accompagnato dal viceprefetto Arnaldo Agresta, cui hanno fatto seguito le relazioni tecniche di Raffaella Zucaro, direttrice generale del Consorzio Cer e coordinatrice di Anbi Emilia Romagna. Tra i partecipanti anche il commissario straordinario per la ricostruzione Fabrizio Curcio e Michele de Pascale, presidente della Regione Emilia-Romagna.
Le dichiarazioni
“Un esempio virtuoso e fulgido delle capacità del ‘saper fare’ maturate, nel corso del tempo, dalla sfera dei Consorzi di bonifica e che dimostra, ancora una volta, come conoscenze e competenze degli enti portino ad importanti risultati per il territorio e per le comunità che vi risiedono – ha sottolineato Nicola Dalmonte, presidente del Consorzio Cer –. Questo capillare intervento di ricostruzione è un’azione virtuosa di difesa idraulica messa in campo anche grazie alla sinergia tra più attori”.
Un ruolo centrale è stato infatti anche quello della struttura commissariale. “Il completamento dell’intervento conferma il valore di un metodo di lavoro basato sulla collaborazione tra struttura commissariale, Regione, enti locali, soggetti attuatori e competenze tecniche presenti sul territorio – ha evidenziato Fabrizio Curcio, commissario straordinario alla ricostruzione –. Quando le istituzioni agiscono in maniera coordinata e condividono obiettivi e responsabilità, è possibile dare risposte ai cittadini. Ogni intervento concluso rappresenta un tassello di un lavoro più ampio che coinvolge migliaia di opere. Il nostro obiettivo è continuare ad accelerare l’attuazione dei programmi finanziati, consolidare la centralità degli enti territoriali, mantenendo alta l’attenzione sulla qualità degli interventi e sulla capacità di generare benefici duraturi per le comunità locali”.
“Ricostruire non significa solo riparare ciò che è stato danneggiato, ma rendere il nostro territorio più sicuro e preparato ad affrontare gli effetti sempre più frequenti di eventi meteo estremi – ha concluso Michele de Pascale, presidente della Regione Emilia-Romagna –. L’intervento completato sul fiume Reno è un esempio concreto di questa strategia: un’opera che rafforza la sicurezza idraulica del territorio, contribuisce alla tutela delle comunità e delle attività che vivono lungo il corso del fiume e restituisce piena funzionalità a un’infrastruttura strategica. Il nostro obiettivo è continuare a investire nella prevenzione e nella manutenzione del territorio con una programmazione di lungo periodo. I cambiamenti climatici ci impongono di superare la logica dell’emergenza e costruire una politica strutturale della sicurezza territoriale: ogni intervento è parte di una strategia che punta a rendere l’Emilia-Romagna più sicura, oggi e negli anni a venire”.
L’intervento
Scopo dei lavori è stato riportare in sicurezza il movimento franoso di una porzione dell’argine destro del fiume Reno subito a valle dello sbarramento mobile di Volta Scirocco, di competenza della Regione Emilia-Romagna con la quale, per ragioni legate alla pertinenza territoriale, il Consorzio di Bonifica di secondo grado per il Canale Emiliano-Romagnolo ha redatto uno specifico atto di Convenzione al fine di regolamentare i dettagli della collaborazione istituzionale.
Infatti, la sponda destra del fiume Reno, circa 30 metri a valle della traversa mobile, presentava un dissesto che coinvolgeva il rivestimento in calcestruzzo realizzato a protezione dell’argine. Questo fenomeno, già segnalato dal Consorzio al competente ufficio regionale, è stato costantemente monitorato nel corso del tempo: il lento movimento non ha provocato particolari condizioni di pericolo per gli anni a seguire fino al maggio del 2023, quando il fronte di frana ha subito un incremento delle dimensioni tale da indurre il Cer ad eseguire un rilievo a terra per l’inquadramento e la relativa delimitazione dell’area interessata dal cedimento dell’argine. Gli incontrovertibili esiti delle perizie effettuate hanno confermato la necessità di intervenire.
Per ripristinare la sezione originaria del fiume e soprattutto per evitare un allargamento del fronte e delle dimensioni della frana sono stati eseguiti, in diverse fasi, i lavori che hanno portato alla completa sistemazione della frana lungo il segmento dell’argine destro.
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