Scontri Bologna e Val di Susa, FdI propone un nuovo reato: “Basta devastazioni”

Gli scontri avvenuti a Bologna e in Val di Susa diventano il punto di partenza di una nuova iniziativa legislativa di Fratelli d’Italia. Il partito ha presentato una proposta di legge per introdurre uno specifico reato associativo destinato a colpire i gruppi organizzati che commettono violenze contro le forze dell’ordine, devastazioni e danneggiamenti durante manifestazioni e proteste, come riferisce la Dire.
Intanto, sarebbero 12 gli indagati nel fascicolo aperto in procura. L’inchiesta ipotizza a vario titolo i reati di resistenza a pubblico ufficiale, danneggiamento, travisamento e lesioni. Gli accertamenti riguardano gli episodi di violenza verificatisi nel corso del corteo di protesta, quando una parte dei manifestanti entrò in contatto con le forze dell’ordine schierate a presidio della prefettura.
La proposta dei meloniani prevede di estendere il reato di associazione a delinquere, oggi previsto in specifici ambiti come terrorismo e criminalità organizzata.
L’obiettivo, spiegano gli esponenti del partito, è fornire ai magistrati “uno strumento chiaro” per contestare l’organizzazione delle violenze. “Quando più persone si organizzano per distruggere e danneggiare le nostre città deve essere contestata l’associazione a delinquere”, è stato sottolineato nel corso della conferenza.
Il responsabile del programma di Fratelli d’Italia, Francesco Filini, ha spiegato che la proposta “introduce uno strumento fondamentale per colpire chi si organizza o si coordina per commettere una serie di reati già previsti dal nostro ordinamento, come la violenza o minaccia a un pubblico ufficiale, le lesioni, la devastazione o il danneggiamento”. Filini ha aggiunto: “Non possiamo più tollerare le violenze viste a Bologna, in Val Susa o durante alcune manifestazioni dei Pro-Pal. Con questo provvedimento mettiamo finalmente nelle mani della magistratura un nuovo presidio normativo”.
Sulla stessa linea Augusta Montaruli, vicepresidente dei deputati di Fratelli d’Italia, che ha richiamato anche l’esperienza dei processi legati al movimento No Tav. “Questa proposta è necessaria perché ci sono processi in cui la procura ha sostenuto l’imputazione di associazione a delinquere ma senza trovare il riscontro degli organi collegiali”, ha affermato, spiegando che il nuovo reato vuole fornire “un ulteriore strumento a sostegno delle procure e di tutti quei magistrati che vedono quella che è una realtà, cioè il fatto che esiste un’organizzazione violenta rivendicata dai No Tav in maniera sistematica”.
Anche il capogruppo di Fratelli d’Italia al Senato, Lucio Malan, ha collegato direttamente il provvedimento agli episodi delle ultime settimane: “A seguito dei recenti scontri in Val di Susa, ma anche di quelli a Bologna, che hanno causato danni ingenti e devastazioni, riteniamo necessario introdurre nel codice penale uno specifico articolo che preveda il reato associativo”. Secondo Malan, il disegno di legge punta a evitare che episodi di questo tipo “finiscano solo con l’accusa di lesioni personali” e vuole “tutelare la legalità e l’ordine pubblico da coloro che vogliono colpire lo Stato”.
Per il vicecapogruppo al Senato Raffaele Speranzon, la proposta nasce “dall’esigenza di punire l’inaccettabile comportamento di chi confonde il sacrosanto diritto a manifestare con la possibilità di farsi autore di violenze”. “Siamo di fronte a nuclei violenti non gerarchizzati, ma che si coordinano con un unico obiettivo: assaltare le forze dell’ordine”, ha dichiarato, auspicando un sostegno trasversale in Parlamento.
“Serve nuova figura di reato”
Sul tema è intervenuto anche il presidente del Senato Ignazio La Russa, che pur precisando di non essere il promotore dell’iniziativa legislativa ha espresso il proprio favore a una nuova fattispecie di reato. “Se c’è una emergenza, e un attacco allo Stato è una emergenza, credo che sia necessaria una nuova figura di reato”, ha dichiarato durante la cerimonia del Ventaglio, aggiungendo che sarebbe auspicabile “una unanimità, una risposta dello Stato all’escalation di violenza priva di qualunque fondamento”.
La Russa ha infine rivolto un riferimento anche agli eventi di Bologna e al ruolo delle istituzioni locali: “Invito le forze politiche, anche se in assoluta buona fede, come penso fosse il sindaco di Bologna, a valutare con attenzione l’involontario incoraggiamento. Avere indetto una manifestazione quando ancora non c’era neanche l’autopsia è stato un azzardo”. Secondo il presidente del Senato, “siccome siamo di fronte a una emergenza, tutti abbiamo una responsabilità che va esercitata tenendo conto della gravità degli episodi che uno dopo l’altro si stanno verificando”.
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