Ginnastica, via libera alla Russia fra le proteste

L’assemblea generale della Federazione europea di ginnastica ha ratificato la decisione che consente agli atleti della Russia di gareggiare con la propria bandiera e il proprio inno nelle competizioni continentali. Il percorso verso la ratifica è stato segnato dall’opposizione di 11 Federazioni nazionali, che avevano inviato una lettera alla Federazione europea di ginnastica chiedendo che il divieto sui simboli nazionali della Russia rimanesse in vigore. Nonostante la richiesta, l’organo di governo continentale ha confermato la posizione assunta a maggio dal Comitato Esecutivo di World Gymnastics, che ha rimosso tutte le restrizioni imposte agli atleti russi e bielorussi. La Federazione Mondiale di Ginnastica ha dichiarato che “sport e politica devono rimanere separati e che gli eventi sportivi devono continuare a fungere da piattaforme neutrali che promuovano unità, equità, rispetto reciproco e solidarietà”.
Durante la Coppa del Mondo di ginnastica ritmica a Cluj-Napoca, Emil Boc, sindaco della città rumena, ha vietato però i simboli statali russi perché li considerava incompatibili con le posizioni della Romania e dell’Unione Europea riguardo alla guerra in Ucraina. Boc ha ricordato che, quando la città ha acconsentito a ospitare la competizione, le norme internazionali impedivano ancora agli atleti di gareggiare con quei simboli ( ma solo come neutrali). La squadra russa si è ritirata dalla competizione. Il Cio di recente ha riammesso, seppur provvisoriamente, il comitato olimpico russo, compresi gli sport di squadra. Non tutte le Federazioni internazionali si sono adeguate ma ad esempio la squadra di pallanuoto feminile della Russia ha potuto partecipare ai Mondiali. L’impatto pratico del nuovo quadro internazionale per gli atleti russi si vedrà in due dei principali eventi europei della stagione: i campionati mondiali di ginnastica ritmica che si terranno a Francoforte dal 12 al 16 agosto, mentre i campionati mondiali di ginnastica artistica si svolgeranno a Rotterdam dal 17 al 25 ottobre. Bisognerà vedere anche cosa deciderà la Fifa in merito alle squadre russe di club e alla Nazionale: l’Uefa aspetta, i rapporti fra Infantino e Ceferin sono pessimi. Il Cio dovrà decidere inoltre anche in merito alle Olimpiadi di Los Angeles 2028. C’è molta confusione.
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