Grazie per la magia Glen

Strana la vita! Purtroppo, come molti di voi già sapranno, Glen Hansard non è più tra noi, scomparso nelle prime ore di questa mattina a causa di un incidente in moto nella sua Dublino.
Non voglio annoiarvi troppo con troppi suoi dati e statistiche, che troverete sicuramente su Wikipedia o su qualsiasi giornale che oggi abbia dato la notizia della sua morte, ma preferisco invece ricordare soprattutto le memorie che ho di lui, cari lettori.
Non era solo un musicista immenso, non è stato solo il frontman dei Frames e degli Swell Season (con la sua amica ed ex partner Marketa Irglova), un attore, un vincitore di un premio Oscar per la migliore canzone originale (“Falling Slowly” nel 2008), ma era anche una fantastica persona, membro dell’Home Sweet Home Group, una coalizione di attivisti e di senzatetto, e contribuiva ogni Natale per l’evento di busking benefico dalle parti di Grafton Street, nel pieno centro della capitale irlandese.
Come scrivevo prima, Glen era soprattutto un uomo buono e affabile a cui piaceva scambiare due chiacchiere e parlare con i fan: ho avuto anche l’occasione di intervistarlo anni fa, ma – a prescindere da questo – l’impressione su di lui è sempre stata molto positiva.
Per partire con questi miei ricordi devo trasferirmi a Ferrara in un freddo venerdì sera di inizio febbraio: la mia amica Serena e suo marito, che abitano in provincia, sono stati così gentili da ospitarmi e da venirmi a prendere in città dopo il concerto degli Swell Season, affrontando freddo e nebbia, ma le emozioni vissute alla Sala Estense poco prima sono ancora qualcosa di incredibilmente bello e che difficilmente potrò dimenticare.
Il loro sophomore, “Strict Joy”, era uscito a fine 2009 e la loro popolarità stava crescendo, ma la sala era piena solo di veri appassionati che conoscevano Glen e Marketa da ben prima: l’intimità della venue ferrarese e la bellezza delle loro canzoni hanno reso quella serata qualcosa di speciale, di unico, inclusa quella “Falling Slowly”, che non tanto tempo prima era stata protagonista agli Academy Awards a Hollywood.
Erano state proprio le canzoni dei loro due dischi a scaldare gli spettatori dal freddo che li avrebbe aspettati all’uscita, lasciando tutti con la bocca aperta per l’atmosfera raccolta e l’incanto della loro musica folk.
Il nostro musicista irlandese dai capelli rossi ricci preferito è passato tante volte anche dalla nostra amata Bologna, sia ai Giardini Botanici di via Irnerio (per il BOtanique) nel 2012, che al Sequoie Music Park (presso il Parco Delle Caserme Rosse) nel 2024, ma gli episodi che ricordiamo con più affetto sono senza dubbio quelli a teatro, entrambi organizzati, neanche a dirlo, dal Covo Club. Il primo – nel 2015 – all’Antoniano, lo scenario dello Zecchino d’Oro, che negli anni ha ospitato con grande piacere anche tanti musicisti indie-rock, l’altro – quattro anni più tardi – al Teatro Auditorium Manzoni.
Di entrambi ricordiamo le lunghe setlist, la musica favolosa, spesso accompagnato proprio dai suoi Frames, e quelle camminate a suonare in mezzo al pubblico a fine live, quasi a voler dirci che anche noi spettatori eravamo in qualche modo tra i protagonisti dei suoi concerti, abbracciandoci tutti con il calore del suo sound.
Con ogni disco Hansard ci ha dato la sua umanità, la sua abilità nello storytelling, la sua classe e, oltre a tutto il resto, la sua anima gentile e generosa ed era così bello lasciarsi stupire ogni volta.
Un altro concerto immenso che non possiamo certo dimenticare è stato quello presso l’Anfiteatro Del Vittoriale di Gardone Riviera (BS) del luglio 2019: io e un collega di lavoro per alcuni anni prendevamo una sera estiva per fuggire dall’afa della Pianura Padana e rifugiarci tra la fresca brezza del lago di Garda e la musica che la rassegna Tener-A-Mente ha sempre saputo offrire.
Quella volta il protagonista era appunto Glen che, immerso nella bellezza creata da D’Annunzio, unita a quella naturale del lago, si era completamente innamorato del luogo e ciò si era sicuramente specchiato anche sulla sua performance, unica, coinvolgente e ispirata. Brividi unici che ancora non passano dopo ormai sette anni.
E poi, sì, stavo aspettando con ansia la sua performance a casa mia, nel tempio della lirica mondiale, quel Teatro Regio di Parma che lo avrebbe dovuto ospitare venerdì 11 dicembre 2026 alle ore 18 all’interno del Barezzi Festival. Avevo già preso qualche ora di permesso dal lavoro per poter arrivare in tempo e godermi un live così intenso all’interno di una venue che definire unica è ancora poca. Sì, ne sono sicuro, sarebbe stata magia pura, caro Glen.
Dobbiamo tornare al presente purtroppo, all’una di oggi pomeriggio: qualche collega di questo sito mi ha girato questa tragica notizia e, lo ammetto, non sono riuscito a trattenere le lacrime per il dolore.
Il mondo oggi perde un musicista di grande valore, un poeta, un attore, un’artista a 360°, ma soprattutto perde il papà di un bimbo che non ha ancora quattro anni e una persona entusiasta, sincera e molto generosa.
La vita spesso è ingiusta, ma la memoria di Glen Hansard, ne sono sicuro, durerà per sempre. Sicuramente stasera, quando guarderemo il cielo, ci sarà una stella in più a brillare forte nel cielo! Grazie per tutte le emozioni che hai regalato, Glen.
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