Genova torna elettronica, dal 5 giugno al 5 luglio un mese di eventi con Electropark

Genova. Un programma dalla forte connotazione transnazionale e gender diverse che vede coinvolti cinquanta artiste e artisti provenienti da tutto il mondo, tra performance, concerti, live e dj set, workshop e progetti transdisciplinari che intrecciano ricerca sonora, teatro, arti visive, pratiche di danza e club culture.
La quindicesima edizione di Electropark, festival multidisciplinare di musica elettronica e arti performative, si articola nell’arco di un mese, da venerdì 5 giugno a domenica 5 luglio 2026, con eventi distribuiti in diversi luoghi della città e il coinvolgimento di una fitta rete di istituzioni e spazi culturali genovesi. Il tema di quest’anno, “Outer Space”, ispirato al film “Space is the Place” di Sun Ra, è il filo conduttore di questa edizione e propone lo spazio come luogo di incontro tra musica, corpi e immaginari culturali.
«La line up di quest’anno – spiegano Alessandro Mazzone, Anna Daneri e Silvia Nocentini della direzione artistica del festival – è il risultato di un lavoro di rete internazionale, nazionale e locale che portiamo avanti da diversi anni e che ci permette di mettere in dialogo più di 50 artiste e artisti, tra cui figure di rilievo come Moor Mother, Cherish Menzo, MC Yallah & Debmaster e, il festival accoglie anche diverse prime nazionali e italiane, tra cui le proposte dell’Amsterdam Fringe Festival con Elias Klark, Henry Rodríguez e Amber Docters van Leeuwen, oltre a nomi di punta della club culture dei Paesi Bassi come mad miran, De Schuurman e Faustin. Con la stessa logica – continuano Mazzone, Daneri e Nocentini – abbiamo lavorato per ampliare ulteriormente il cartellone, accogliendo per la prima volta in Italia il producer e performer Azzi On The Beat dalla vibrante scena di Lagos in Nigeria e QUE DJ, uno dei principali interpreti dei nuovi sound globali che dal Sudafrica stanno influenzando la scena afro elettronica mondiale. Il festival si conferma come spazio di incontro tra scene e comunità diverse, in sintonia con il tema di questa edizione, “Outer Space”, che immagina il margine come luogo di attraversamento, relazione e possibilità».
L’edizione 2026 di Electropark è stata presentata oggi, mercoledì 3 giugno, nella Sala Giunta Nuova del Comune di Genova. «Electropark si conferma un presidio culturale capace di trasformare la città in un laboratorio a cielo aperto per le arti performative e la musica elettronica – dichiara l’assessore alla Cultura del Comune di Genova Giacomo Montanari – Ospitare a Genova artisti provenienti da 25 paesi diversi significa stimolare un dialogo transnazionale profondo, che contamina positivamente i nostri spazi culturali e le nostre comunità. La forza di questo festival vive nella sua natura multidisciplinare e nella capacità di fare rete con il territorio, offrendo un mese di spettacoli che uniscono la ricerca sonora alle arti visive e alla danza e posizionano la nostra città nelle avanguardie della sperimentazione contemporanea».
«Un mese intero di programmazione diffusa, anteprime nazionali e una line-up internazionale di altissimo livello confermano come Electropark sia diventato un appuntamento di riferimento nel panorama culturale contemporaneo – aggiunge il consigliere delegato ai Grandi Eventi del Comune di Genova, Lorenzo Garzarelli – Si tratta di un festival unico per visione, ricerca e qualità della proposta artistica, capace di portare a Genova alcuni dei protagonisti più interessanti della scena internazionale e di offrire al pubblico esperienze culturali innovative e di grande valore. Come istituzione non possiamo che essere orgogliosi di sostenere una manifestazione di questo livello, che testimonia la qualità organizzativa, la capacità progettuale e la vivacità culturale presenti nella nostra città. Eventi come Electropark contribuiscono a consolidare l’identità di Genova come luogo in cui nascono e crescono progetti culturali ambiziosi, riconosciuti e apprezzati ben oltre i confini locali».
IL PROGRAMMA DI ELECTROPARK 2026
Venerdì 5 giugno
Il primo evento in programma è un’iniziativa collaterale: la masterclass gratuita Electropark Dialogues che, al Teatrino di Palazzo Ducale dalle 11 alle 15, affronta le pratiche decoloniali nelle arti performative e nella cultura elettronica contemporanea. Electropark Dialogues riunisce Sally Abu Bakr, direttrice del Culture Development Department della Municipalità di Ramallah, il poeta e performer Dean Bowen, Farnoosh Faria, direttrice artistica dell’Amsterdam Fringe Festival, Princess Isatu Hassan Bangura, direttrice artistica junior del Teatro Nazionale di Genova, e Silvia Nocentini di NoOx Worldwide e co-direttrice artistica di Electropark, in uno spazio di confronto e condivisione orizzontale aperto al pubblico su iscrizione da effettuare tramite il sito di Electropark.
Alle 19 dà ufficialmente il via alla quindicesima edizione di Electropark Dean Bowen, poeta, performer e musicista olandese, vincitore del Van Dale Spoken Award e del Johnny van Doorn Award, che presenta nel foyer Tonino Conte del Teatro della Tosse “The InBetween”. La lecture performance utilizza linguaggio, voce e scrittura per esplorare il concetto di “inbetween”, definito dall’artista come uno spazio in cui l’identità non è fissa ma si configura come una fluttuazione di voci, forme e relazioni.
Alle 20.15, nella vicina Sala Trionfo, l’artista performativa e coreografa Cherish Menzo va in scena con “Darkmatter”, che pone al centro dell’attenzione il corpo Black e gli stereotipi che lo circondano, mettendo in discussione il modo in cui viene percepito e quanto tale percezione sia spesso definita in anticipo. La performance di Menzo, accompagnata sul palco da Camilo Mejía Cortés e reduce dalla tournée negli Stati Uniti, ha ricevuto negli anni diversi award, tra cui il Bank Theater Prize e il Dutch Drama Jury Prize per la miglior regia nel 2023.
Alle 22.30 la Claque del Teatro della Tosse accoglie lowkolos, artista e producer turco residente ad Amsterdam che presenta “there is no harmony”, a/v show sviluppato con l’artista e scenografa Allison Wright che combina musica elettronica, visual audio-reattivi e proiezioni su pellicole olografiche stratificate. Alle 23.30 si prosegue, sempre alla Claque, con la listening live session dell’artista audiovisivo italo-mauriziano Vashish Soobah per Electropark Soundscapes, che introduce il live show di Luzai, cantautrice e producer italo-camerunense che presenta un live tra avant-pop ed elettronica sperimentale in cui suono, scrittura e presenza scenica si intrecciano in una performance immersiva, influenzata dalla ball culture e attraversata da temi legati all’identità e alla memoria.
Sempre alla Claque, a chiudere la prima giornata di Electropark 2026 all’1.30 di notte, sono HHY & The Kampala Unit, progetto di Jonathan Uliel Saldanha con la trombettista Florence Nandawula. Parte del roaster ugandese Nyege Nyege, il gruppo porta un live che intreccia dub, techno, funk, percussioni e ottoni in composizioni che combinano ricerca musicale e dimensione performativa. A introdurre e concludere il live show del duo ugandese, due dj set di Electropark Soundscapes con SocksLove.
Sabato 6 giugno
Alle 10.30 apre la giornata Federica Loredan, coreografa e body musician attiva nella scena hip hop italiana da oltre vent’anni che conduce alla Claque “Dal margine alla soglia”, workshop/performance che esplora gli spazi trasformativi tra movimento e suono. L’appuntamento successivo è all’ora di pranzo (13.30) ai Luzzati Lab con “Piging” di Liryc Dela Cruz & Il Mio Filippino Collective, una durational performance ispirata al “binalot”, pratica filippina di avvolgere il cibo in foglie di banano, in cui il pubblico partecipa alla condivisione del pasto, creando uno spazio temporaneo in cui l’ospitalità resiste allo sfruttamento.
Nel pomeriggio prende il via Electropark Walkscapes, camminata urbana condotta da Andrea Bagnato, Erica Petrillo, Antonio Bermudez Obregon e Luca Gerry Conte in partenza alle 16.30 da piazza Acquaverde (di fronte alla stazione ferroviaria di Genova Principe) pensata per riflettere collettivamente sulle tracce coloniali presenti nel paesaggio urbano di Genova, tra Cristoforo Colombo, commercio marittimo, schiavitù e istituzioni finanziarie. Il percorso si conclude con “Il peso non mi sarà grave”, che l’artista e teorico Justin Randolph Thompson porta a Electropark 2026 insieme al danzatore e musicista cubano Ernes Amores Guerra. La performance, prodotta dal Teatro della Tosse in collaborazione con il Lilith Festival, mette in relazione corpo, voce e gesto con la figura di Cristoforo Colombo, il racconto epico dell’Eneide e le diverse memorie storiche legate all’area della cosiddetta Casa di Colombo a Genova, luogo in cui oggi è presente il Chiostro di Sant’Andrea e dove “Il peso non mi sarà grave” va in scena alle ore 19.
A chiudere la seconda giornata di Electropark 2026 è una delle voci più radicali della musica contemporanea: Moor Mother. In “Shinkolobwe”, al via alle 21 alla Claque, Moor Mother racconta, attraverso elettronica, spoken word, materiali d’archivio e lamenti ancestrali, le ricadute ambientali e psicologiche dell’omonima miniera di uranio congolese gestita dal regime coloniale belga e legata alla produzione delle bombe atomiche sganciate su Hiroshima e Nagasaki. Presentato lo scorso anno in prima assoluta alla Biennale di Venezia, “Shinkolobwe” vede salire sul palco anche i musicisti Aquiles Navarro (tromba), Hamid Drake (batteria e percussioni) e Pasquale Mirra (electronics), in una sua nuova versione esecutiva.
Domenica 7 giugno
Domenica prende il via con la prima nazionale di “Pulling Scales” di Henry Rodríguez, artista cubano residente nei Paesi Bassi e fondatore della compagnia Goyes’ka. La performance, vincitrice del Fringe at Best Award all’Amsterdam Fringe Festival 2025, è in programma alle 19 in Sala Trionfo al Teatro della Tosse e mette in scena una presenza indefinita attraversata dal desiderio del cambiamento. Segue alle 19.45, nello stesso luogo, la prima italiana di “The New Buffer Zone” del danzatore e artista performativo residente tra Paesi Bassi e Cipro Elias Klark: un lavoro ispirato alla buffer zone che divide l’isola dal 1974 e presentato all’Amsterdam Fringe Festival.
Chiude la prima domenica del festival Omì con “Nine Night II”, performance solista prodotta da Centrale Fies e ispirata a una tradizione funeraria caraibica composta da nove notti di lutto e celebrazione. In programma alle 21 alla Claque, “Nine-Night II” attraversa musica, narrazione e riflessione su memoria e identità afro-diasporica.
Domenica 14 giugno
Amber Docters van Leeuwen, compositrice e artista multimediale la cui pratica intreccia suono, documentario ed elementi teatrali, presenta (dalle 16 alle 22, Teatrino di Palazzo Ducale), in collaborazione con il Conservatorio Niccolò Paganini, “Moving Narrative”, performance di teatro documentario sull’adozione internazionale. Il lavoro nasce dall’incontro dell’artista con il padre biologico e mette in relazione tre generazioni della sua famiglia, costruendo in scena un paesaggio sonoro immersivo tra voci, registrazioni e composizione musicale che dà forma a un racconto intimo tra memoria e identità. “Moving Narrative” sarà seguita da un concerto a cura di Martino Sarolli e Francesco Altilio, che offre un’immersione nelle più recenti sperimentazioni sonore della Scuola di Musica Elettronica. Il programma vede protagonisti gli allievi della classe, impegnati nell’esecuzione dal vivo di composizioni elettroacustiche originali che esplorano le interazioni tra sintesi, elaborazione e spazio sonoro. L’evento presenta i lavori solisti di Davide Audino e Matteo Caiaffa, seguiti dalle performance in duo di Gabriele Bernardi e Teseo Nicassio, e di Alexandros Finizio e Jennifer Villa.
Da lunedì 16 a giovedì 19 giugno
Dalle 10 alle 17 al Luzzati Lab del Teatro della Tosse trova spazio anche Boys Won’t Be Boys, workshop performativo gratuito guidato da Frans Blokhuis e Vincenzo Turiano. Il progetto lavora sul tema della mascolinità attraverso pratiche collettive, movimento, voce e condivisione, coinvolgendo performer, musicisti, artiste, artisti e attivisti locali in un percorso laboratoriale aperto su iscrizione.
Mercoledì 18 giugno
Crossbeats è un progetto culturale e co-produzione artistica transdisciplinare che mette in relazione musicisti, danzatrici e storyteller nello scambio e sperimentazione di linguaggi contemporanei, a partire dallo studio e dalla valorizzazione di tradizioni e pratiche artistiche locali. È frutto di un lavoro corale tra Italia, Olanda e Mozambico, in corso di sviluppo da Forevergreen (IT), Agape Mozambique (MZ) e Amsterdam Fringe (NL), con il supporto del Goethe-Institut e di Expertise France, in partnership con l’Institut français, nell’ambito del programma Connect & Create finanziato dall’Unione Europea.
A Electropark 2026, dopo una residenza in forma mista, le artiste e gli artisti presentano per la prima volta, giovedì 18 giugno 2026 alle 19 alla Claque, una co-produzione transdisciplinare che ruota intorno alla Timbila, strumento musicale e pratica artistica della danza, patrimonio della cultura Mozambicana. In scena la musicista e compositrice Laura Agnusdei, il musicista e sound artist Vincenzo Castellana, la coreografa e danzatrice Roberta Maimone, il coreografo e danzatore Idio Chichava, la cantautrice Osvalda Nhacune, il producer e dj Kalekamine e il musicista Venancio Mbande.
Giovedì 2 luglio
A dare il via alle giornate di luglio di Electropark 2026 è l’evento collaterale Quitting – Rave Culturale, a cura di Franco Broccardi, Marco Enrico Giacomelli e Arianna Testino e in programma alle ore 19.30 in Terrazza Mirador al Galata Museo del Mare. La puntata in collaborazione con Electropark si intitola “Eccentrica” e adotta un punto di vista laterale e generativo per osservare le potenzialità dell’essere fuori dal centro, dando forma a un dibattito aperto che coinvolge figure appartenenti ad ambiti diversi e complementari, senza gerarchie. Alle 21 tocca a Corps Citoyen, collettivo multidisciplinare che presenta “Barrani” (in arabo tunisino “straniero”), una performance tra danza, teatro e ricerca che indaga l’esperienza migratoria e la condizione diasporica. Chiude la serata alle 22.30 Makimakkuk, artista musicale e selector palestinese che unisce influenze hip-hop, elettroniche e sperimentali. Una voce distintiva nella scena musicale globale contemporanea che, attraverso produzioni e dj set, porta con sé echi di resistenza, nostalgia e sperimentazione proiettata al futuro.
Venerdì 3 luglio
Come da tradizione, il venerdì di Electropark è a ingresso libero al Mercato della Darsena, con dj set e pescato del giorno cucinato direttamente dai pescatori locali. Si comincia alle 19 con CRUNCH, format di elettronica genovese fondato da 5how, dj e produttore attivo sulla scena locale con un sound che si muove tra house, UK garage, drum’n’bass, sound latini e crossover anni 2000. Per Electropark 2026 il format vede in console prima 5how e, a seguire, IMD, dj e produttore genovese già parte del collettivo, con una selezione elegante tra house e UK garage. Segue, alle 20.30, Mabel, dj ecuadoriana attiva tra Genova e diverse città italiane con un sound afro-urban pensato per tenere caldo il dancefloor. A chiudere la serata in Darsena è invece Turbolenta, artista e dj che porta sonorità nordafricane e arabe rielaborate in chiave elettronica.
La programmazione prosegue al Menodue Club da mezzanotte, a partire dal dj set di Double Drop, artista di spicco della scena afro house e afro tech dal Mozambico, che porta a Electropark un dj set in cui sonorità afro-elettroniche, ritmi del sud-est africano e club culture contemporanea si intrecciano in una dimensione internazionale. Segue all’1.30 QUE DJ, producer sudafricano e figura chiave nella diffusione globale del gqom, già parte dei Distruction Boyz, il cui successo “Wololo” è incluso nella colonna sonora del film Marvel Black Panter. A Electropark presenta per la prima volta in Italia un set ad alta intensità che attraversa broken beats e bassi profondi. Alle 3.30 chiude la prima club night di Electropark 2026 un altro artista che non si è mai esibito in Italia: Azzi On The Beat, artista multidisciplinare originario di Lagos che unisce danza, produzione musicale e ricerca culturale in un set che fonde Nigerian Street Beat, soul e musica tradizionale africana con sonorità elettroniche contemporanee.
Sabato 4 luglio
La seconda club night di Electropark 2026 al Menodue Club si apre a mezzanotte con Faustin, artista e ricercatore olandese/antillano che utilizza il suono per esplorare le complessità dell’identità, costruendo dj set tra sonorità percussive ed estetica futuristica, che attraversano diversi generi e sviluppano una dimensione narrativa sul dancefloor. Alle 2 tocca a Mc Yallah & Debmaster. La prima, di origine keniana ma cresciuta a Kampala, è una delle MC più riconoscibili della scena Nyege Nyege. I suoi album “Gaudencia”, “Kubali” e “Yallah Beibe” sono prodotti con il producer francese residente a Berlino Debmaster, in un live con ritmi industriali e beat mutanti. Chiude la serata alle 3 il dj set di De Schuurman, produttore e dj della scena underground olandese che ha contribuito a lanciare il bubbling, un genere “turbocharged” che ha radici nelle comunità olandesi-caraibiche e che unisce un’elettronica cruda con l’energia della dancehall.
Domenica 5 luglio
L’edizione 2026 di Electropark Festival si chiude al Bonfim Club di Nervi, recentemente inserito nella World’s 100 Best Clubs™ di Nightlife International, con un programma diurno di dj set inaugurato alle 15 da SocksLove, dj e curatore musica del panorama queer milanese, per la sua quinta volta al Festival. Segue alle 17 mad miran, protagonista della scena underground olandese con set imprevedibili ed energici legati alla cultura rave. A calare il sipario sull’edizione 2026 di Electropark è il dj set, al via alle 20, di randomplay, progetto musicale della dj e curatrice genovese Francesca Fava, che attraversa generi e atmosfere differenti.
(crediti fotografici: Silvia Aresca)




