Marche

«Perdite fino all’80%». Danni a case e auto

JESI Un interminabile quarto d’ora d’inferno. La Vallesina è stata flagellata ieri da una grandinata eccezionale, con chicchi grandi come palle da golf, che attorno alle 14 hanno seminato danni: lunotti delle auto in frantumi, tapparelle rotte, impianti fotovoltaici ko, tetti bucati. E colture di olio e vino rovinate.

 

La geografia del disastro

Le zone più colpite sono quelle dell’Alta Vallesina, da Monte Roberto (Pianello), Montecarotto, Staffolo e San Paolo di Jesi a Serra de’ Conti e Cingoli.

Ingenti i danni alle colture nelle terre del Verdicchio: a rischio la vendemmia. Danni anche agli uliveti. «In 50 anni non avevo mai visto una cosa del genere – commenta abbattuto Lorenzo Mezzanotte della Cantina Mezzanotte di Senigallia – i nostri vitigni coltivati a Verdicchio, 13 ettari sulle colline di Montecarotto, hanno subito danni ingentissimi. La perdita della produzione oscilla tra il 60 e l’80%. Tra 2-3 giorni vedremo meglio quando le foglie seccheranno, ma per situazioni meteo così drastiche servono interventi risolutivi». Mezzanotte, che è anche vice delegato Fivi Marche (Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti) sta raccogliendo i malumori degli altri associati, pronto a scrivere alla Regione. «C’è bisogno di sostegni per delle reti antigrandine, chiederemo lo stato di calamità».

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Le viti coltivate

«A Monte Roberto rispetto alle viti coltivate a Jesi in zona Montecappone dove ho la maggior parte delle produzioni, i danni sono stati più consistenti – aggiunge Gianluca Mirizzi dell’omonima azienda vinicola – stimo una perdita del 15% del prodotto». «Staffolo ha chiesto la calamità naturale. Le zone più colpite sono quelle del versante tra Monte Roberto e Montecarotto verso Serra de’ Conti, San Paolo di Jesi e Cingoli. Questo è il periodo peggiore per una grandinata, perché i grappoli iniziano a formarsi ma i veri danni li vedremo tra qualche giorno e capiremo quanta produzione si è persa», commenta Alberto Mazzoni direttore del Consorzio Imt. «Siamo più a nord rispetto alla zona più colpita – spiega Roberto Rotatori responsabile commerciale Santa Barbara – con i nostri 30 ettari di vitigno coltivato a Verdicchio tra le zone di Barbara, Serra de’ Conti, Montecarotto, abbiamo subito danni, con gli agronomi faremo il punto entrando in vigna». Il Comune di Staffolo ha chiesto alla Regione lo stato di calamità. «Ci sono 18 aziende produttrici di Verdicchio e di olio che hanno avuto ingenti danni – spiega il sindaco Sauro Ragni -. Danneggiate anche un centinaio di auto. Mai vista una grandine così in 65 anni. Danni anche al centro diurno Il Girasole e alla chiesa di San Francesco, oltre al magazzino comunale».




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