Marche

lasciata senza soldi. «Mi ha costretta a chiedere l’elemosina»

ANCONA «Litigavamo soprattutto per motivi economici. Ci lasciava spesso senza soldi, tanto che ero costretta a fare l’elemosina o a contare sul sostegno dei miei parenti in Spagna. Per comprare i libri di scuola a mio figlio ho dovuto vendere i gioielli». In più, ci sarebbero state le botte e due episodi di violenza sessuale. Il quadro accusatorio è stato ricostruito ieri mattina davanti al collegio penale da una nigeriana di 42 anni, parte civile nel processo che vede sotto accusa l’ormai ex compagno, un connazionale di pari età.

 
La ricostruzione

L’uomo, difeso dall’avvocato Giancarlo Catani, è stato denunciato nel giugno del 2024, anche se le violenze sarebbero iniziate almeno quattro anni prima. «Potevo stare anche tre mesi senza un soldo» ha detto la donna, sostenendo di non aver aiuto nel sostentamento dei due figli piccoli. «Quando cucinava, lo faceva solo per lui».

Il primo episodio di violenza nel febbraio 2020, quando lui – di ritorno dalla Nigeria – si sarebbe accanito contro la compagna. «Mi ha trascinato contro il muro e preso per il collo» ha riferito la vittima, parte civile con l’avvocato Laura Catena. In quell’occasione, «ha pure schiaffeggiato nostro figlio, diceva che la donna che aveva in Nigeria era meglio di me perché io avevo perso un bimbo».

Non aveva chiamato il 118, «anche se ne avevo bisogno. Ma avevo paura che mi portassero via i figli» la spiegazione della 42enne. Nell’estate del 2023 l’imputato – è accusato di maltrattamenti e violenza sessuale – l’avrebbe aggredita nuovamente, davanti a una sua amica. «Mi ha preso per la gola e sferrato dei cazzotti al volto».

Il tutto per un litigio scaturito dal mancato ritrovamento di una chiave che avrebbe impedito alla 42enne e alla sua amica di uscire di casa. «Perdevo sangue dalla bocca, ha aggredito anche la mia amica» il ricordo della vittima, attualmente collocata in una struttura protetta. Prima della denuncia sporta agli agenti della Squadra Mobile, ci sarebbero stati due episodi di violenza sessuale. Presunti stupri, questo dice l’accusa, avvenuti tra le mura domestiche. 
La mattina del 21 giugno 2024 il fatto che aveva spinto la nigeriana a chiamare la polizia.

«Sono scesa a buttare la spazzatura e quando sono rientrata in casa non ho più trovato i miei figli. Chi li aveva presi? Lui (indicando l’ex compagno presente in aula, ndr), che non rispondeva alle chiamate». L’uomo sarebbe ricomparso la mattina successiva. Ma, nel frattempo, la donna aveva sporto denuncia per i soprusi subiti. Il processo è stato rinviato al 27 febbraio. L’imputato deve ancora dare la sua versione dei fatti. 




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