Umbria

pendolari costretti a partire in taxi o trovare alloggio in albergo”


Pendolari di serie B. Ne sono strasicuri, a causa di tutto quello che devono affrontare sulla loro pelle, i tanti pendolari che fanno parte del comitato spontaneo “Vita da pendolari in Umbria”. Non solo treni in direzione Umbria da Roma sulla linea lenta per favorire gli altri collegamenti sulla linea veloce, ritardi e destinati a quei binari 1/2 Est che praticamente sono più vicini a Tiburtina che alla stazione Centrale. Ma anche decisioni non rispettate e persino zero comunicazione nei momenti critici. 

L’ultima volta è recentissima: nell’ultimo fine settimana erano stati annunciati disagi per chi doveva viaggiare in treno tra Toscana e Lazio, con la sospensione, sabato 11 e domenica 12 aprile, della circolazione ferroviaria sulla linea Firenze-Roma per consentire importanti lavori di ammodernamento. “A fronte di una comunicazione iniziale – si evince nella nota del comitato umbro – che parlava di alcune soppressioni e servizi sostitutivi, la realtà è stata ben diversa: un blocco di fatto totale del servizio pubblico ferroviario, senza soluzioni concrete e senza un minimo di coordinamento. Alla stazione Roma Termini, persone sono rimaste abbandonate per ore, alcune fin dalla tarda mattinata, senza informazioni chiare e assistenza”. 

Alle ore 23, con fortissimo ritardo, è stato approntato – secondo il comitato – un autobus che però non garantiva tutte le fermate previste dal servizio ordinario su rotaia. “La situazione è degenerata ulteriormente a Roma Tiburtina, dove si sono verificati momenti di tensione tra passeggeri esasperati e personale che non ha saputo o non è stato messo in condizione di gestire professionalmente la situazione di caos che ovviamente si è creata. Pendolari diretti a Orte si sono visti negare il diritto di rientrare a casa, invitati addirittura a scendere dai mezzi sostitutivi perché la loro destinazione non era prevista”. 

C’è stato anche bisogno dell’intervento delle Forze dell’Ordine per trovare nuove soluzioni. E la situazione si sarebbe fatta addirittura grottesca dopo l’umiliazione di essere pendolari di serie B. “È stata concessa una soluzione improvvisata. Ancora più grave: l’invito, presso i punti informativi, ad acquistare un nuovo biglietto per poter salire sugli autobus, nonostante il possesso di un abbonamento regolare. Lavoratori – tra cui personale sanitario in servizio anche nei weekend – sono stati costretti a rientrare a casa a notte fonda, anche oltre l’1.40, dopo ore di attesa, stress e totale assenza di supporto”. Una situazione incredibile che ha portato persone a unirsi per raggiungere l’Umbria in taxi, dividendo le spese; altri sono stati costretti a trovare una camera di fortuna in albergo. Scrive sconsolato il comitato: “Questa non è un’emergenza: è un sistema che non funziona.” È giunto il momento che la Regione dell’Umbria, che paga caro il servizio alle Ferrovie, alzi la voce nei tavoli romani: per rispetto di questi pendolari, decisamente sempre più di serie B.


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