Ambiente

Da Treccani un Dizionario biografico dedicato alle donne: fuori dall’oblio

Era una delle lacune da colmare. Un vuoto offensivo. Che loro, le donne, non si meritavano. E Treccani, una delle istituzioni culturali più alte del Paese, ha risposto con un’opera curata alla propria stregua: preziosa, di grande profondità, enciclopedica. Si celebra dunque l’8 marzo anche con questi tre volumi illustrati – oltre 2.500 pagine e più di mille immagini – dedicati alle centinaia di italiane spesso dimenticate (quando non ignorate) che hanno contribuito alla crescita del Paese. Lo hanno fatto in vari ambiti con sguardo acuto, con intelligenza, modernità, capacità di esserci a dispetto di pregiudizi radicati e violenti ostracismi. Sono vite che in sé dicono della loro forza, esperienze istruttive che costituiscono un esempio per le nuove generazioni, pioniere che hanno aperto la strada in settori dominati dagli uomini, figure legate al territorio cui hanno impresso un timbro inconfondibile. Il lavoro, guidato dalla direttrice scientifica Emma Giammattei, parte dal Settecento e giunge ai giorni nostri, chiudendosi nel 2025 e illuminando le protagoniste della letteratura, del teatro, dell’arte, della politica, dell’impegno sociale, della moda, dello sport, del cinema e di tanto altro. Accanto a nomi molto noti (Nilde Iotti, Maria Montessori, Sibilla Aleramo, Anna Magnani, Carla Fracci, Anna Maria Ortese e più indietro Eleonora Duse, Carolina Invernizio, Cristina Trivulzio) si celebrano la prima avvocata italiana, Lidia Poët, la prima medaglia d’oro olimpica, Ondina Valla, la signora del Piccolo Teatro di Milano, Giuseppina Vinchi, le creatrici di Diabolik, Angela e Giuliana Giussani. Si riscoprono scrittrici oggi fuori dalla memoria pubblica come Luisa Adorno, attrici versatili e talentuose come Piera Degli Esposti, insegnanti innovative come la matematica Emma Castelnuovo, cantanti sfortunate quanto dotate come Mia Martini. Si rende omaggio a Tina Anselmi, la prima donna nominata ministra, così come a Rita Levi-Montalcini, premio Nobel per le scoperte nel campo delle neuroscienze, cui l’opera è dedicata, e all’unica Nobel della letteratura italiana (quest’anno festeggiamo il centenario del riconoscimento), Grazia Deledda. L’opera, le cui firme sono femminili e maschili, si apprezza nella sua complessità e ricchezza anche in ragione della selezione obbligata, difficilissima e dolorosissima (forse si poteva fare uno sforzo in più sulle ventuno Madri Costituenti, alla vigilia dell’80° anniversario del 2 giugno 1946, riservando loro – accanto alle otto presenti – un capitolo tematico e trovando uno spazio per la più giovane, dal vissuto personale e politico significativo: Teresa Mattei). La gratitudine per il Dizionario, disponibile nei negozi Treccani di Roma e Milano e attraverso il canale commerciale della casa editrice, si accompagna alla speranza che l’opera sia un nuovo punto di partenza. E che si continui a strappare all’oblio le tante italiane di cui non si ha più memoria. Perché un Paese che dimentica non perde solo il passato: pregiudica il proprio futuro.

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