Assitol, parlare ai giovani con la loro lingua per “convertirli” all’olio d’oliva – In breve
– Parlare ai giovani con la loro lingua per “convertirli” all’olio extra vergine d’oliva e farlo diventare parte della loro cultura. E’ quanto emerso con il convegno “Linguaggi giovani per un prodotto evergreen: l’olio extra vergine d’oliva”, organizzato da Assitol, Associazione italiana dell’industria olearia in occasione della Giornata Nazionale del Made in Italy 2026. L’incontro si è svolto presso il ministero delle Imprese e del Made in Italy e ha messo in evidenza che “comunicare il nostro oro verde in “stile Gen Z” è possibile, ma occorre riscrivere la visione attuale, legata a tradizione e famiglia”.
“La generazione Z, costituita dai nativi digitali, ha abitudini e idee – ha osservato – Anna Cane, presidente del Gruppo olio d’oliva di Assitol – totalmente all’opposto rispetto alle generazioni precedenti e lo dimostra il loro modo di guardare al nostro ore verde”. “In Italia – ha aggiunto la presidente – l’età media degli acquirenti di olio d’oliva è di poco superiore ai 50 anni e soltanto il 5% di chi compra regolarmente olio d’oliva appartiene alla Generazione Z. Se non si inverte la rotta, in Europa il calo dei consumi di olio d’oliva potrebbe addirittura aggravarsi entro il 2035, diminuendo del 2-3%”.
La situazione di olio in Italia – specifica inoltre Assitol – è molto simile a quella in Spagna (Paese tra i più grandi produttori di olio d’oliva) dove una ricerca ha segnalato che negli ultimi anni c’ è un forte gap nei consumi, che vede gli ultrasessantenni consumare mediamente 4 litri all’anno di prodotto, mentre gli under 35 non arrivano a 1 litro.
“Per un settore che oggi vale 4 miliardi di fatturato – conclude l’associazione – queste sono notizie preoccupanti”.
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