Umbria

Non era pericoloso alla guida


Era stato raggiunto da un decreto penale di condanna per guida sotto l’effetto di stupefacenti, ma alla fine, grazie a un intervento epocale della Corte Costituzionale, è stato assolto. Il caso dell’automobilista perugino è il primo relativo agli effetti della sentenza n. 10/2026 della Consulta, che ha riscritto i confini del reato di guida sotto effetto di droga.

Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Perugia, all’udienza del 9 aprile, ha dichiarato l’imputato “non punibile” in applicazione dei nuovi criteri fissati dai giudici costituzionali: la mera positività al test tossicologico, infatti, non è più sufficiente per scattare la denuncia penale. È necessario dimostrare che il conducente rappresentasse un pericolo concreto per la sicurezza stradale .

La vicenda processuale dell’uomo era iniziata con un decreto penale emesso il 30 dicembre 2025. L’imputato, assistito dagli avvocati Marco Gambuli e Federico Bettelli del foro di Perugia, era stato accusato di violazione dell’articolo 187 del Codice della strada per essersi messo alla guida “dopo avere assunto sostanze stupefacenti/psicotrope tipo cannabis sativa”. L’accertamento era avvenuto tramite esami tossicologici eseguiti con il suo consenso.

La difesa, opponendosi al decreto, ha però chiesto di definire il procedimento con rito abbreviato, proprio per poter far valere la sopravvenuta pronuncia della Corte Costituzionale. Una mossa che si è rivelata vincente.

Per comprendere l’assoluzione, però, bisogna fare un passo indietro. Fino al 2024, l’articolo 187 del Codice della strada puniva chi guidava “in stato di alterazione psico-fisica dopo aver assunto sostanze stupefacenti”. La prova dell’alterazione era spesso difficile da dimostrare in tribunale.

Con la riforma Salvini (legge 25 novembre 2024, n. 177), il legislatore ha eliminato il requisito della “alterazione psico-fisica”. La nuova norma puniva semplicemente “chiunque guida dopo aver assunto sostanze stupefacenti” . In pratica, bastava la positività al test del salivare o delle urine per scattare la denuncia penale, la sospensione della patente e multe fino a 6.000 euro, a prescindere dal fatto che la sostanza fosse stata assunta ore o addirittura giorni prima e avesse ormai esaurito i suoi effetti.

Il 29 gennaio 2026, però, la Corte Costituzionale ha posto un freno a questo automatismo. Con la sentenza n. 10, pur senza cancellare la riforma, ha stabilito che la norma deve essere interpretata in senso restrittivo. Altrimenti, sarebbe incostituzionale .

I giudici della Consulta hanno chiarito che il diritto penale si basa sul principio di offensività: si può punire solo chi crea un danno o un pericolo per un bene giuridico (in questo caso, la sicurezza stradale), non chi ha una mera “qualità personale” di consumatore .

Pertanto, da oggi, per condannare un automobilista che guida dopo aver fatto uso di droga, il giudice deve accertare che la quantità di sostanza presente nel corpo (per qualità e concentrazione) fosse scientificamente idonea a determinare in un “assuntore medio” un’alterazione delle capacità di guida, tale da compromettere il controllo del mezzo e creare un pericolo concreto per la circolazione .

In altre parole: non basta la traccia. La positività alla cannabis riscontrata giorni prima, quando gli effetti psicoattivi sono ormai svaniti, non può più portare a una condanna penale .

Applicando questo nuovo principio al caso di Perugia, il giudice ha ritenuto che gli esami tossicologici non fossero sufficienti, da soli, a dimostrare che l’uomo fosse pericoloso alla guida al momento del controllo. Non essendoci elementi per provare l’effettiva alterazione o il concreto pericolo, l’imputato è stato prosciolto.

Per la condanna, ora, occorreranno accertamenti più complessi (esami del sangue o delle urine) che possano dimostrare la presenza di un quantitativo di sostanza ancora attivo, oltre a eventuali comportamenti di guida pericolosi o sintomi fisici di alterazione.

Intanto, i controlli delle forze dell’ordine sul territorio restano intensi. Dai dati raccolti emergono numeri significativi con la Polizia locale di Perugia che ha registrato 75 comunicazioni di notizia di reato per guida sotto l’effetto di alcol e stupefacenti. La Polizia stradale ha sanzionato 126 persone per guida in stato di ebbrezza e 17 denunciate per guida sotto effetto di droga. I Carabinieri hanno elevato 185 sanzioni elevate per guida sotto l’influenza di alcol o droghe.


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