Si ferisce nell’orto e contrae il tetano, 86enne in Rianimazione

Un caso di tetano è stato diagnosticato nella provincia euganea. Una donna di 86 anni si è rivolta nella giornata di venerdì 1 maggio al Pronto soccorso degli Ospedali Riuniti Padova Sud, a Schiavonia, con un iniziale trisma, cioè un blocco della mandibola che le impediva di aprire correttamente la bocca e di alimentarsi. Il quadro clinico è poi progressivamente peggiorato, con rigidità muscolare diffusa. Gli approfondimenti e l’andamento dei sintomi hanno portato i medici a formulare l’ipotesi di tetano, successivamente confermata. La paziente si trova ora ricoverata in Rianimazione al Policlinico di Abano Terme. Le sue condizioni, al momento, risultano stabili.
Dall’anamnesi è emerso che nei giorni precedenti la donna si era ferita mentre curava l’orto di casa. Una circostanza compatibile con la modalità di trasmissione della malattia, che può svilupparsi dopo tagli o ferite contaminate da spore presenti nel terreno, nella polvere o in materiale organico. Il tetano è una malattia infettiva grave, potenzialmente letale, ma non contagiosa. È causato dalla tossina prodotta dal Clostridium tetani, un batterio le cui spore possono penetrare nell’organismo attraverso lesioni cutanee. Una volta attivate, producono una tossina capace di provocare spasmi, contrazioni muscolari, rigidità e paralisi. La guarigione può richiedere tempi lunghi e, nei casi più gravi, possono rimanere esiti permanenti.
La cura richiede generalmente un contesto di terapia intensiva, con somministrazione di immunoglobuline specifiche, antibiotici e farmaci miorilassanti per controllare infezione e spasmi muscolari. «È ricoverata in Rianimazione una signora di 86 anni con diagnosi di tetano – spiega il dottor Luca Sbrogiò, direttore del Dipartimento di Prevenzione -. In questo momento la situazione è stabile. La diagnosi è stata posta su base clinica al Pronto soccorso dell’ospedale di Schiavonia, dove la paziente si era presentata con il cosiddetto trisma, cioè una contrazione della mandibola che impedisce di aprire la bocca. Il tetano oggi è una malattia molto rara: in provincia di Padova registriamo mediamente uno o due casi all’anno grazie alla buona copertura vaccinale. Quando però si manifesta richiede cure importanti, spesso in Rianimazione, con immunoglobuline specifiche, antibiotici mirati e farmaci miorilassanti».
A essere più esposte sono soprattutto le persone anziane, perché la protezione immunitaria tende a diminuire con il tempo. Tra le categorie più a rischio ci sono inoltre coloro che svolgono attività a contatto con terreno e materiali potenzialmente contaminati, come lavori agricoli, giardinaggio o orticoltura. «Il rischio riguarda soprattutto le persone più avanti con l’età, in particolare le donne – prosegue Sbrogiò -. Molti uomini, infatti, hanno ricevuto richiami durante il periodo della leva militare. La copertura complessiva per la vaccinazione antitetanica nella provincia di Padova è buona, ma negli anziani e soprattutto nelle donne può esserci un calo della protezione immunitaria. Per questo è importante verificare la propria situazione vaccinale, in particolare se si svolgono lavori di giardinaggio, orticoltura o attività agricole, dove il batterio è più diffuso e aumenta la possibilità di infezione. Il consiglio è di rivolgersi al medico di famiglia o all’Igiene pubblica per valutare l’eventuale necessità di un richiamo».
Un precedente caso era stato registrato lo scorso anno nell’Alta Padovana, dove una donna di mezza età si era ferita con un ferro arrugginito. In quel caso, grazie alla diagnosi tempestiva e alle cure multidisciplinari ricevute all’ospedale di Camposampiero, la paziente era guarita.
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