Slavina si stacca e distrugge un rifugio sul Gran sasso, il sindaco: “Poteva essere una Rigopiano-bis”

Tragedia sfiorata sul Gran Sasso dove una slavina nelle ultime ore si è staccata sul monte Corvo, a 1.650 metri di altezza, distruggendo quasi completamente il rifugio del Monte. A darne notizia il sindaco di Fano Adriano ( Teramo), Luigi Servi, che all’Ansa ha dichiarato: “Poteva essere una Rigopiano-bis: per un puro caso in quel momento non c’era nessuno sia nel rifugio che nei dintorni” ha aggiunto il sindaco.
Nella giornata di sabato, a seguito delle abbondanti nevicate registrate, il Comune di Fano Adriano aveva diffuso un avviso raccomandando massima prudenza nella zona del rifugio del Monte. In passato altre slavine avevano colpito il rifugio, sempre fortunatamente senza causare feriti.
Il rifugio è fra i tanti inseriti nel Sentiero Italia, il percorso di 8.000 chilometri che attraversa tutta la Penisola ed era nato come ristoro per i pastori durante la transumanza, negli anni ha avuto diverse gestioni prima di diventare di proprietà dell’amministrazione comunale.
“Eravamo vicini ad un accordo col Cai di Teramo – spiega il sindaco Servi – per affidare loro la gestione. Fino a qualche tempo fa era in vigore un’ordinanza che vietava di raggiungere il rifugio poi il sentiero è stato riaperto, ma oggi è impossibile raggiungerlo a causa della troppa neve”.
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Pare che proprio a causa della slavina, che lo aveva trascinato verso valle, un trail runner di 72 anni ieri non era riuscito a rientrare autonomamente nel gruppo ed era risultato disperso nella zona del monte Corvo: è stato rintracciato dopo una notte di ricerche dal soccorso alpino e speleologico d’Abruzzo.
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