Teheran, Trump: «Possibili nuovi attacchi». Nave iraniana sfugge a blocco Usa
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La nuova proposta iraniana per porre fine al conflitto prevede un primo periodo di un mese dedicato ai negoziati per raggiungere un accordo che consenta la riapertura dello Stretto di Hormuz, la fine del blocco navale statunitense e la cessazione definitiva delle ostilità in Iran e in Libano
Cnn, «droni a fibra ottica, la nuova arma di Hezbollah in Libano»
Hezbollah sta usando sempre più spesso droni quadricotteri a fibra ottica, carichi di esplosivo, per colpire le forze armate israeliane con precisione in Libano. Lo scrive la Cnn. Questa tipologia di drone fornisce all’operatore un’immagine nitida e in prima persona del bersaglio, ed è nel contempo molto difficile da individuare e quindi da neutralizzare. I droni a fibra ottica, spiega la Cnn, sono efficaci nella loro semplicità: invece di un segnale wireless che controlla il drone a distanza, il cavo in fibra ottica collega direttamente il drone all’operatore. Poiché i cavi in fibra ottica sono sottili e leggeri – praticamente invisibili a occhio nudo – possono estendersi fino a 15 chilometri o più, ha riferito una fonte militare israeliana alla Cnn, consentendo all’operatore di rimanere a distanza di sicurezza mentre il drone gli fornisce un’immagine ad alta risoluzione del bersaglio. L’Idf ha fatto affidamento sul vantaggio tecnologico per contrastare la guerra con i droni, disturbando i segnali e le frequenze utilizzati dagli operatori per controllare i dispositivi, al fine di fermarli prima che raggiungano i soldati israeliani. Ma senza un segnale non sono in grado di interferire elettronicamente con il controllo dei droni a fibra ottica e si trovano anche ad affrontare una sfida maggiore nel rilevare il proiettile in arrivo. I droni a fibra ottica sono apparsi per la prima volta in gran numero sul campo di battaglia in Ucraina. Israele ritiene che Hezbollah importi i droni civili dalla Cina o dall’Iran e che poi li equipaggi con una granata o un ordigno esplosivo simile. La Cina ha precedentemente negato di fornire armi a qualsiasi parte in conflitto e ha sottolineato di adempiere ai propri obblighi internazionali. L’Idf ha contrastato la minaccia utilizzando reti e altre barriere fisiche – come si è visto in Ucraina – ma un ufficiale israeliano ha ammesso che si tratta di una soluzione imperfetta a un problema tecnologicamente limitato. (
Media, «superpetroliera iraniana sfuggita al blocco navale Usa»
Una “superpetroliera” iraniana con un carico di 1,9 milioni di barili di greggio sarebbe riuscita a “sfuggire” al blocco della Marina Usa nell’area dello Stretto di Hormuz e a “raggiungere l’Estremo Oriente”: lo riferisce l’agenzia Anadolu, citando il sito specializzato TankerTrackers. Su X, questo tracker specializzato ha spiegato che la petroliera, chiamata Huge e battente bandiera iraniana, “è stata avvistata l’ultima volta al largo dello Sri Lanka più di una settimana fa e attualmente sta transitando nello Stretto di Lombok, in Indonesia, diretta verso l’arcipelago di Riau”. E ha aggiunto che il valore del carico di petrolio a bordo avrebbe un valore di “quasi 200 milioni di dollari”. TankerTrackers afferma che, secondo i dati di tracciamento marittimo, “non trasmette segnali del sistema Automatic Identification System (Ais) dal 20 marzo scorso”.
Araghchi a Tajani, «da alcuni Paesi europei approccio irresponsabile sul nucleare»
Nel corso di un colloquio telefonico tenutosi ieri sera tra il ministro degli Esteri Antonio Tajani e l’omologo iraniano Seyed Abbas Araghchi, quest’ultimo ha sottolineato “l’importanza di un ruolo responsabile dei Paesi europei” negli “sforzi diplomatici per porre fine alla guerra imposta” con Usa e Israele: lo si legge in una nota pubblicata stamane su X dall’ambasciata di Teheran a Roma. “Il Ministro degli Esteri iraniano, esprimendo rammarico per l’approccio non costruttivo e irresponsabile di alcuni Paesi europei nel ripetere accuse infondate riguardo alla questione nucleare iraniana, ha ribadito che il programma nucleare dell’Iran è esclusivamente pacifico”, si legge. Araghchi ha inoltre affermato che questi Paesi, di cui non viene indicato il nome esplicitamente, “invece di insistere su tale approccio, dovrebbero condannare apertamente l’aggressione militare degli Stati Uniti e del regime sionista contro l’Iran, e chiamarli a rispondere delle gravi violazioni del diritto internazionale umanitario”. Da parte sua, Tajani ieri sera aveva reso noto di aver espresso alla controparte “la forte preoccupazione dell’Italia per l’aumento delle tensioni regionali”, sottolineando “la necessità di evitare ulteriori escalation e di intensificare il lavoro per un accordo sul cessate il fuoco e la riapertura dello stretto di Hormuz” e “confermato con chiarezza che per l’Italia lo sviluppo di un programma nucleare iraniano a fini militari rappresenta una linea rossa”.
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