Da Scaglione a Impastato, il direttore Marco Romano a «Il giorno e la Storia»
«Con l’omicidio di Pietro Scaglione, rimasto senza colpevoli, si apre il ventennio stragista di Cosa Nostra». Parole con le quali il direttore del Giornale di Sicilia ricorda Pietro Scaglione, ucciso dalla mafia il 5 maggio 1971 a Palermo. È una delle ricorrenze scelte e commentate da Romano per il ritorno come editorialista della settimana dal domani al 10 maggio a «Il giorno e la Storia», il programma di Rai Cultura firmato da Giovanni Paolo Fontana, in onda tutti i giorni alle 00.10 e in replica alle 8.30, 11.30, 14.00 e 20.10 su Rai Storia.
La settimana si apre, domani, tornando al 1932 quando Al Capone entra in carcere per reati finanziari. È la fine del gangster simbolo della malavita di Chicago negli anni Venti.
Martedì il ricordo va a Pietro Scaglione, mentre mercoledì ricorre la data della nascita, nel 1895, di Rodolfo Valentino, primo «divo» della storia del cinema.
Giovedì è il giorno in cui, nel 1922, nasce Raimondo Vianello, indimenticabile attore, conduttore tv e compagno dell’altrettanto indimenticabile Sandra Mondaini.
Venerdì 8 Romano ricorda Gilles Villeneuve, morto a 32 anni, nel 1982, in un incidente nelle prove di qualificazione per il Gran Premio del Belgio di Formula 1.
Ancora una vittima dell’impegno antimafia è protagonista sabato prossimo: nel 1978 Cosa Nostra uccide Peppino Impastato, dilaniato dal tritolo: «Impastato – sono le parole di Romano – viene da una famiglia mafiosa, il padre era mafioso, lo era lo zio, lo erano molti altri parenti. Eppure, lui decise di ribellarsi».
La settimana del direttore del Giornale di Sicilia si chiude domenica 10, tornando al 1497 quando Amerigo Vespucci salpa da Cadice per il suo primo viaggio verso il Nuovo Mondo.
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