un gruppo di astronomi intitola un asteroide al professor Giuli

CAMERINO Un messaggio, quasi per caso, mentre la giornata stava scivolando via tra stanchezza e pensieri. È così che il professor Gabriele Giuli, 57 anni, di Camerino, ha scoperto che un asteroide porta il suo nome. «Mi ha scritto un caro amico astronomo per farmi i complimenti. Pensavo fosse uno scherzo», racconta. Invece era tutto vero: da quel lunedì 13 aprile, il suo nome è entrato ufficialmente nei cataloghi celesti.
L’attività
Professore associato di mineralogia all’Università di Camerino, dove si è laureato in geologia nel 1994 e dove è impegnato dal 1999 come ricercatore prima e docente poi, Giuli ha costruito negli anni un percorso scientifico solido, concentrato in particolare sullo studio dei vetri d’impatto. Si tratta di materiali che si formano in condizioni estreme, quando l’impatto di un corpo celeste genera temperature e pressioni tali da fondere e trasformare le rocce. Proprio questi fenomeni rappresentano un collegamento tra geologia e astronomia, un terreno di ricerca su cui il docente ha lavorato a lungo, collaborando con diversi studiosi del settore. L’intestazione di un asteroide, infatti, non è un gesto casuale. I corpi celesti scoperti vengono inizialmente catalogati con sigle provvisorie; poi, quando l’orbita è definita con precisione, una commissione dell’International astronomical union approva l’assegnazione di un nome, spesso su proposta degli stessi scopritori.
«È un riconoscimento importante, a tutti gli effetti un premio scientifico», spiega Giuli, sottolineando come dietro ogni intitolazione ci sia un percorso rigoroso e condiviso dalla comunità scientifica internazionale. Nel suo caso, la proposta sarebbe partita da un gruppo di astronomi italiani con cui ha collaborato negli anni: «Ho qualche sospetto, ma sto cercando di capire chi è stato per ringraziarlo». Un gesto inatteso, tanto più significativo perché arrivato senza alcun preavviso, come una sorpresa costruita con discrezione da colleghi e amici. Non manca anche una nota ironica.
«Avere un asteroide intestato è una bella responsabilità – scherza -. La prima cosa che ho fatto è stata andare a controllare l’orbita: non sia mai che un giorno venga a colpire la Terra». Un timore subito fugato: «L’asteroide segue un percorso esterno, quindi non c’è alcun rischio. Almeno per il mio nome possiamo stare tranquilli». Poi, tornando serio, l’emozione prende il sopravvento: «Fa effetto guardare le orbite e vedere scritto “Gabrielegiuli57561”. È qualcosa che resta per sempre». Un piccolo corpo celeste che da oggi porta con sé una storia tutta marchigiana.




