Marche

«Ti uccido e cucio le parti intime»


OSIMO «Non ero libera di fare niente, neanche di uscire – se non con i miei genitori – o andare dalla parrucchiera. I vestiti me li comprava lui: taglia XL per nascondere il corpo». Pensieri e parole della testimonianza resa ieri davanti al collegio penale da una 38enne residente a Osimo che, con la denuncia sporta ad agosto 2023 ai carabinieri, ha portato a processo quello che ormai è il suo ex marito. L’uomo, un 35enne romeno, è accusato di maltrattamenti in famiglia. I fatti contestati dalla procura sono partiti a metà 2018.

«Litigavamo sempre per lo stesso motivo: io non potevo uscire perché dovevo stare in casa, mentre lui poteva fare tutto, tra cui andare a ballare. Ricordo che un giorno, durante un litigio, mi ha sferrato un pugno. Sono riuscita a schivarlo, lui ha preso la porta, tanto che c’è ancora il buco» ha detto la 38enne, parte civile con l’avvocato Jacopo Saccomani. A marzo 2019 un altro episodio di violenza: «Era tornato a casa che non si reggeva in piedi, non so se per l’alcol o la cocaina. Voleva fare l’amore, mi ha afferrato per un braccio e mi ha tolto gli occhiali, mettendomi un dito nell’occhio. Ho iniziato a sanguinare» il racconto della donna, che era corsa in giardino per urlare e attirare l’attenzione dei vicini. «Fatemi salire, sennò mi ammazza» la frase detta in udienza. «Stai zitta, non urlare, altrimenti mi portano in carcere» avrebbe detto il 35enne, difeso dall’avvocato Maria Alessandra Tatò.

Le minacce

A inizio 2022, la decisione di separarsi. Il figlioletto (parte civile con il legale Edoardo Massari) era nato da poco. «Se provi a lasciarmi, ti ammazzo e ti cucio le parti intime» la minaccia che l’imputato le avrebbe rivolto. «O stai con me o con nessuna» ancora il romeno. Oltre alla botte, ci sarebbero stati pure gli insulti continui: «Non sai fare nulla, sei una poco di buono, tutte le ragazze che vedo in discoteca sono magre, mentre tu sei brutta e grassa» le parole riportate davanti ai giudici.

La denuncia

La vittima si era convinta a denunciare il marito dopo l’episodio avvenuto la sera del 15 agosto 2023, a Falconara, mentre la coppia, con il loro bimbo, si trovava a casa della madre di lui. «Voleva che lo portassi dai suoi amici. Mi sono rifiutata e mi ha strappato mio figlio dalle mani. Diceva: tu devi fare quello che voglio io». E ancora: «Mi ha dato un calcio sulla schiena, facendomi cadere per terra. Mi ha aiutato la sorella, ho preso mio figlio e sono salita in auto. Nell’abitacolo è riuscito a prendere i soldi dal portafoglio». In quell’occasione lui le avrebbe detto: «Quando torno a casa ti gonfio di botte». La 38enne era andata subito dai carabinieri a denunciarlo. L’uomo, che deve ancora essere sentito, respinge ogni accusa. Il processo è stato aggiornato.




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