Tagli ai reparti ospedalieri, Gravina: “Quello che temevamo si è avverato. La partita si gioca a Roma” | isNews
“Il centrodestra aveva costruito campagne elettorali sul ‘decreto Molise’ come risposta alle specificità del territorio. Oggi quell’impegno non ha lasciato traccia, e il fallimento di questa stagione politica si misura con precisione”
CAMPOBASSO. “Con l’adozione del Programma Operativo Sanitario 2026-2028 da parte dei Commissari ad acta Bonamico e Di Giacomo, si compie oggi un passaggio che il Movimento 5 Stelle aveva indicato come inevitabile se non si fosse intervenuti in tempo sul Governo nazionale: la chiusura del laboratorio di emodinamica dell’ospedale di Termoli entro il 31 ottobre prossimo, con i pazienti dirottati su Campobasso e su strutture pugliesi; la chiusura del punto nascita di Isernia, sostituito da un centro di maternità privo delle funzioni essenziali di un reparto attivo; la riconversione dell’ospedale di Agnone in ospedale di comunità”. Così il consigliere regionale del MoVimento 5 Stelle Roberto Gravina in una nota.
“La logica del piano di rientro lasciava poco margine di manovra sul piano regionale: lo abbiamo detto chiaramente e per tempo”, dichiara Gravina. “L’unica sede in cui era possibile cambiare l’esito era Roma, attraverso una pressione politica diretta sul Governo e sul Ministero. Non esistono scorciatoie istituzionali a livello regionale che possano cambiare, oggi come in passato, un esito che appariva purtroppo già scritto. Ed è per questo che, come Movimento, abbiamo scelto di portare la battaglia dove poteva fare la differenza: in Parlamento”.
“Il lavoro portato avanti sul piano nazionale in questi ultimi mesi va proprio in questa direzione”, si legge nella nota. In qualità di coordinatore del Comitato Enti Locali del M5S, Gravina ricorda di aver contribuito a costruire la proposta di indagine conoscitiva sulle disuguaglianze regionali nell’erogazione delle prestazioni sanitarie e nell’accesso ai LEA, presentata in Commissione parlamentare dai deputati del Movimento 5 Stelle Ricciardi, Di Lauro, Sportiello e Quartini e poi approvata all’unanimità. “La Commissione ha già avviato i propri lavori, tenuto alcune sedute e condotto audizioni con ordini professionali e rappresentanze del settore sanitario. La fase successiva prevede ora visite dirette sui territori”.
Il 22 aprile Gravina ha inviato le proposte sul focus da prevedere per il Molise alla deputata del Movimento 5 Stelle Marianna Ricciardi, membro della Commissione parlamentare affari sociali, che martedì 28 aprile ha formalmente inoltrato la richiesta affinché il Molise sia incluso tra le tappe di questo percorso e mercoledì 29 aprile la questione è stata portata all’attenzione dell’Ufficio di Presidenza della Commissione parlamentare. “La richiesta indica specificamente i presidi di Agnone, Isernia e Termoli, gli stessi ospedali che oggi il Piano Operativo colpisce con chiusure o riduzione di reparti, e il Consiglio regionale di Campobasso come sede istituzionale naturale in cui la Commissione parlamentare potrebbe svolgere la propria audizione sul territorio. Si tratta di giorni, ora, per avere una risposta sulla calendarizzazione”.
“Sarebbe difficile da spiegare”, osserva Gravina, “se una Commissione parlamentare impegnata in un’indagine conoscitiva sulle disuguaglianze sanitarie territoriali decidesse di non visitare proprio quei presidi che oggi, nero su bianco, vengono ridimensionati o chiusi. Agnone, Isernia, Termoli non sono nomi astratti in un documento ministeriale: sono ospedali reali, comunità reali, e la Commissione ha tutti gli strumenti per vederli da vicino e trarne le conseguenze necessarie”.
“Se come è auspicabile la Commissione verrà in Molise”, aggiunge, “avrà elementi concreti per sostenere deroghe strutturali, non temporanee. Ed è bene ricordare che la stessa logica che oggi taglia Termoli e Isernia, se non viene fermata a Roma, finirà per ricadere anche su Campobasso, che pure è oggi individuata come hub regionale: nessun presidio è al sicuro finché non cambia il criterio con cui lo Stato valuta i territori in piano di rientro”.
“Il centrodestra aveva costruito campagne elettorali sul ‘decreto Molise’ come risposta alle specificità del territorio. Oggi quell’impegno non ha lasciato traccia, e il fallimento di questa stagione politica si misura con precisione nei reparti che chiudono, nei trasferimenti che si allungano, in un sistema sanitario regionale che continua a perdere pezzi senza che nessuno, nella filiera istituzionale di centrodestra, abbia trovato il modo di fermarlo”, chiosa Gravina.
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