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nuove regole per fusioni con focus su geopolitica

BRUXELLES – Come preannunciato nelle scorse settimane, la Commissione europea ha l’intenzione di rivedere le linee-guida con cui valutare fusioni e acquisizioni a livello comunitario. L’obiettivo è di inserire tra i fattori da prendere in considerazione anche elementi di geopolitica, con cui favorire nel caso campioni europei. In questa ottica, l’esecutivo comunitario sta chiedendo fino alla fine di giugno commenti e suggerimenti alle parti interessate.

«L’Europa ha bisogno di imprese coraggiose e innovative, in grado di competere sulla scena mondiale – ha spiegato su X giovedì 30 aprile la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen – Abbiamo il talento. Ora dobbiamo creare le condizioni affinché possano emergere i prossimi campioni europei». L’obiettivo delle nuove linee-guida dovrà essere di aiutare le imprese «a prosperare, crescere e innovare», ha aggiunto l’ex ministra tedesca della Difesa.

Per decenni, le regole antitrust sono state applicate in Europa con l’obiettivo di evitare che fusioni e acquisizioni potessero comportare danni ai consumatori, e quindi aumenti dei prezzi. In un contesto di crescente concorrenza internazionale e di protezionismo da parte di molti paesi terzi, la Commissione europea vuole rivedere i criteri con cui valutare le operazioni di concentrazione, inserendo anche il fattore geopolitico, mentre tenta di difendere sempre più la sovranità europea.

Dietro a questa nuova flessibilità si nasconde la scelta molto controversa presa nel 2019 di vietare la fusione tra la tedesca Siemens e la francese Alstom. Allora la Commissione europea aveva spiegato che l’alleanza tra le due società avrebbe creato in alcuni settori un monopolio in Europa, provocando un aumento dei prezzi. Di recente, molte imprese europee hanno chiesto maggiore flessibilità per creare aziende che possano competere con gruppi americani o asiatici.

Un’attenzione in più alle aziende

Concretamente, le linee-guida proposte dalla Commissione europea consentirebbero, per la prima volta al mondo, alle aziende di mettere in evidenza i vantaggi dell’operazione industriali o finanziaria in termini di sostenibilità, resilienza, investimenti e innovazione delle loro operazioni, per controbilanciare l’attenzione tradizionalmente rivolta dalle autorità di regolamentazione ai danni per i consumatori e alla riduzione della concorrenza.




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