Ryanair: “Italia è impreparata, fermi nuovo sistema controllo passaporti”. Replica Ue: funziona bene
ROMA – Ryanair alza la pressione sul governo italiano e chiede di sospendere fino a settembre il nuovo sistema europeo per il controllo passaporti dei viaggiatori non Ue (l’Ees). L’obiettivo, secondo la compagnia irlandese, è risparmiare ai passeggeri lunghe code agli scali durante il periodo più delicato dell’anno: l’alta stagione estiva.
Ryanair accusa le autorità italiane di non essersi preparate in modo adeguato all’entrata in funzione del sistema nonostante fosse noto da oltre tre anni che l’Ees sarebbe diventato pienamente operativo dal 10 aprile 2026.
Il vettore segnala attese superiori a una o due ore ai controlli passaporti in diversi scali italiani, tra cui Bergamo, Malpensa, Fiumicino, Ciampino, Venezia, Torino, Palermo, Pisa e Napoli. In alcuni casi, afferma la compagnia, i passeggeri avrebbero persino perso il volo a causa dei ritardi accumulati in coda.





L’esempio della Grecia
Ryanair ha scritto ai ministri dei 29 Paesi coinvolti nell’Ees, incluso il ministro dell’Interno italiano Matteo Piantedosi, invitandoli a seguire l’esempio della Grecia, dove il governo avrebbe deciso di congelare il sistema fino a settembre. Per Ryanair, la soluzione è già prevista dal diritto europeo, in particolare dal Regolamento Ue 2025/1534, e dovrebbe essere adottata subito per evitare il caos negli aeroporti.
“I governi in tutta Europa stanno cercando di introdurre una procedura informatica incompleta nel mezzo della stagione più intensa dell’anno per i viaggi, e i passeggeri ne stanno pagando il prezzo”, spiega il manager Neal McMahon, Chief operations officer di Ryanair.
Secondo il dirigente, il rinvio a settembre consentirebbe di superare il picco estivo e di applicare il nuovo sistema in una fase meno critica per il traffico aereo.


“Sistema moderno”
Da Bruxelles, però, arriva una risposta netta. La Commissione Ue respinge le richieste di sospensione avanzate da Ryanair e da altre compagnie, assicurando che l’Ees è “pienamente operativo” in tutti i Paesi Schengen e che, nel complesso, “funziona molto bene”.
Un portavoce della Commissione difende il nuovo meccanismo, definendolo il “più moderno al mondo” per il controllo delle frontiere. L’obiettivo, ricorda Bruxelles, è rafforzare la sicurezza e proteggere i cittadini dell’Unione europea.
Secondo l’esecutivo comunitario, la grande maggioranza degli Stati membri non registra problemi significativi. I tempi medi di controllo, sostiene la Commissione, sono “molto rapidi”: circa 70 secondi, con punte minime di 30 secondi in alcuni Paesi.
“Distinguere le cause”
Quanto alle code negli aeroporti, Bruxelles invita a distinguere le cause: con milioni di viaggiatori non Ue ogni settimana, sostiene il portavoce, è inevitabile che si verifichino disagi, ma non sempre questi sono legati direttamente all’Ees.
Bruxelles ammette che alcuni Stati conoscono difficoltà tecniche, ma le definisce prevedibili nei primi giorni di avvio di un sistema così complesso. La Commissione assicura che continuerà a fornire supporto agli Stati membri, ma precisa che gli interventi sul campo spettano alle autorità nazionali.
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