Calabria

Occhiuto coccola la Calabria: «Prima per crescita del Pil nel 2025, ma ora serve l’alta velocità. Vannacci? Non lo inseguiamo»

«La Calabria è stata la regione che è cresciuta di più in Italia nel 2025». Lo ha affermato il presidente della Regione, Roberto Occhiuto, intervistato da Lavinia Spingardi nel corso della trasmissione «Agenda» su SkyTg24.

Secondo Occhiuto, l’aumento del Pil «è stato probabilmente determinato dagli sforzi degli imprenditori calabresi», sostenuti «con importanti iniziative e con una gestione delle risorse diversa rispetto al passato». Il governatore ha rivendicato di avere utilizzato integralmente le risorse europee disponibili, sottolineando invece il minore impatto del Pnrr in Calabria per l’assenza di grandi investimenti ferroviari. «L’alta velocità non raggiunge ancora la Calabria ed è un tema che dovrà essere affrontato nei prossimi anni», ha affermato, indicando nel Mezzogiorno un futuro hub dell’Italia e dell’Europa nel Mediterraneo, a condizione che sia accompagnato da adeguate politiche industriali. Roberto Occhiuto alla guida di Forza Italia? Faccio solo il presidente di Regione».

«Inseguire Vannacci ci fa solo del male»

Nel corso dell’intervista il vice segretario nazionale di Forza Italia ha affrontato anche i temi politici nazionali. «Il centrodestra vincerà più facilmente le prossime elezioni politiche se saprà contendere al centrosinistra il voto riformista e liberale. La battaglia è lì, non sul lato destro. Inseguire Vannacci ci fa solo del male: non propone soluzioni e cerca solo gli arrabbiati», ha detto.

Occhiuto ha definito «una grande fesseria» la remigrazione, sostenendo che la gestione dell’immigrazione debba passare dalla riduzione degli sbarchi, dagli accordi bilaterali per i rimpatri e dall’espulsione di chi delinque. «Inseguire Vannacci significa perdere il confronto al centro con la sinistra», ha aggiunto.

Legge elettorale e preferenze

Il presidente della Regione ha poi auspicato una rapida approvazione della legge elettorale, ritenendola utile per garantire stabilità e consentire agli elettori di conoscere con chiarezza chi governerà dopo il voto. Quanto al ritorno delle preferenze, ha spiegato di avere «un atteggiamento laico», osservando che la qualità della rappresentanza parlamentare dipende soprattutto dalla capacità dei partiti di selezionare candidati autorevoli e competenti, più che dal sistema di voto adottato.


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