«Niente fiori ma donazioni all’ospedale di Rimini»

SAN BENEDETTO Sarà celebrato domani, alle ore 15,30, nella chiesa parrocchiale di San Pio X nel quartiere di Marina di sotto, il funerale del piccolo Matteo Brandimarti, rimasto ferito nell’incidente della vasca per idromassaggio a Pennabilli e morto dopo 4 giorni di agonia all’ospedale di Rimini.
L’arcivescovo della diocesi, Gianpiero Palmieri, presiderà il rito dopo che ieri il pubblico ministero Alessia Mussi ha concesso il nulla osta: oggi alle ore 12 la salma verrà restituita alla famiglia che tornerà all’ospedale Infermi per riportare a casa la bara bianca con il corpo del ragazzino, 12 anni ancora da compiere, vittima di una tragedia tanto assurda quanto incredibile.
L’attesa
Ad attenderlo a San Benedetto, nella parrocchia la stessa dove aveva frequentato il catechismo e dove faceva parte del coro della chiesa, ci saranno i familiari affranti.
Oltre alla mamma Nicoletta, al papà Maurizio, il nonno Giuseppe e la nonna Graziella, gli zii Enrico, Raimondo con Madelyn – che erano in vacanza con lui nell’albergo dell’Alta Valmarecchia – Lina con Roberto e i cuginetti Angelica, Bianca e Lorenzo.
Ma anche tutti gli amichetti di scuola e di giochi, e l’intera città potranno partecipare a un dolore che in questi giorni è stato di tutta San Benedetto: da oggi alle 18, infatti, sarà aperta la camera ardente dove chi vorrà potrà cercare, se non altro con la propria presenza, di far sentire la vicinanza ai genitori di quell’unico figlio che ha dato tanta gioia per i pochi anni che è restato su questa terra. Un bambino curioso, intelligente vivace che aiutava i genitori e amava anche le auto, una passione ereditata dal papà che lavora in un’azienda meccanica di Villa Lempa.
La profonda fede della famiglia e la grande generosità del gesto che ha autorizzato l’espianto degli organi, capace di restituire la vita a altri 6 bambini, inoltre, non resterà isolato: i Brandimarti hanno chiesto di non portare fiori a chi interverrà alla cerimonia funebre ma di fare un’offerta all’ospedale dove, nel reparto di Rianimazione stato fatto del tutto per strapparlo alla morte: per questo sarà posta una cassetta all’ingresso della chiesa.
L’inchiesta
Nei prossimi giorni, intanto, andrà avanti l’inchiesta. Assodato che la morte è sopravvenuta per annegamento, il legale della famiglia, Umberto Gramenzi e quelli degli indagati, si concentreranno sulle prove che sono state raccolte dai carabinieri della compagnia di Novafeltria e sul dossier che la Ausl di Rimini ha realizzato circa il funzionamento del bocchettone della vasca per idromassaggio. Tre gli indagati, al momento: il proprietario dell’hotel Duca del Montefeltro, il direttore della struttura e il manutentore.




