Netflix, Reed Hastings esce di scena dopo quasi 30 anni: l’addio del co-fondatore apre alle sfide aziendali del prossimo futuro
Netflix ha perso più del 10% in Borsa dopo le dimissioni irrevocabili del co-fondatore dell’azienda Reed Hastings. Un passo che, a giudicare dagli sviluppi con cui si è compiuto, era già in cantiere da tempo. L’uomo che, di fatto, gradualmente ha ridotto i suoi incarichi all’interno dell’azienda di Los Gatos è deciso a dedicare il resto della propria vita professionale alla filantropia e altri progetti che, attualmente, non ha specificato.
Questa almeno è la motivazione ufficiale: in profondità ci sarebbero altre ragioni che lo avrebbero spinto a passare la mano. I motivi dell’addio sono riconducibili a sensazioni dovute all’avvenire della piattaforma. Il prossimo futuro per Netflix, infatti, potrebbe essere tutt’altro che rassicurante. I risultati del primo trimestre di quest’anno, presentati recentemente, hanno mostrato prospettive incoraggianti. Si viaggia, tuttavia, ancora sull’onda di un’acquisizione che doveva esserci e non è avvenuta: il riferimento, tutt’altro che casuale è all’acquisto (saltato) dei Warner Bros Studios.
Reed Hastings fuori da Netflix
Una trattativa che sembrava essere in dirittura d’arrivo, è stata mandata nei mesi scorsi anche una mail agli abbonati, ma poi ogni premessa è naufragata di fronte a un’offerta ritenuta dai vertici WBD non più congrua alle aspettative. Ad avere la meglio, nello specifico, è stata Paramount Skydance. In mezzo a un viaggio d’affari altalenante c’è stata, anche, una polemica legata al futuro della settima arte. Il timore da parte di alcuni addetti ai lavori fra registi e produttori di un certo peso era che l’azienda di Los Gatos, acquisendo nella sostanza quasi l’intero patrimonio della cinematografia mondiale, avrebbe potuto staccare la spina ai cinema. Nel vero senso della parola.

Non ci sarebbe stato più alcun futuro per le attività in sala. Questa almeno era l’impressione che i vertici di Los Gatos avevano restituito. Al punto che icone del mercato cinematografico, con James Cameron apripista, hanno cominciato a mostrare più di una rimostranza sbattendo idealmente i pugni sul tavolo. In questo vuoto di potere si è intromessa Paramount assicurando un futuro roseo per la settima arte, senza rinunciare alla permanenza delle opere in sala.
Lo strappo con Warner Bros
Streaming e cinema, dunque, possono andare d’accordo. Quello che si sposa male, per usare un eufemismo, con le esigenze del prossimo futuro produttivo, è il fine ultimo di aumentare la produttività e le idee senza sporcarsi le mani. In questo caso torniamo alle sorti di Netflix: gli investitori, recentemente, hanno visto potenzialità nel gruppo di mercato di Los Gatos. Le premesse, tuttavia, non sono bastate ad assicurare una solidità che, fino a qualche mese fa, sembrava inscalfibile. Attualmente Netflix non soffre la fame, per usare una metafora estremamente sintetica, con un utile di 5,28 miliardi di dollari nel breve periodo che diventano 12,28 miliardi considerando gli ultimi 3 mesi. Situazione tutt’altro che precaria, ma nel business conta essere lungimiranti.
Hastings ha visto qualcosa che non lo ha convinto. Tutto comincia, nel corso degli ultimi mesi, con la penale che Netflix dovrà pagare per il mancato accordo di compravendita con Warner Bros Discovery. È saltato il banco e questo vuol dire sborsare 2,28 miliardi di dollari. Numeri da fantamercato, ma a certi livelli diventano normale amministrazione. Il mercato globale si orienta con le sensazioni: l’ex co-fondatore di Netflix, infatti, non si è spaventato per la cifra da emettere. È rimasto spiazzato da una consapevolezza che inizia con una domanda: “Ora cosa conviene fare?”.
Lo scetticismo degli investitori
Netflix sperava di rinnovarsi con l’acquisto di WBD e i suoi Studios, questo passaggio non è avvenuto diventando un’incompiuta dal peso ingestibile. I rapporti di forza economica, ora, sono a favore di Paramount che si mette in una posizione di leadership rispetto ai principali competitor. Tradotto ancora meglio: Netflix dovrà adeguarsi per evitare di perdere ulteriore terreno. Non può pensare di aggredire il mercato esclusivamente con i prodotti e le produzioni originali. Hastings, nello specifico, si è rinnovato – alla guida di Netflix – almeno 4 volte. Ha cambiato modo di approcciarsi al mercato, fino a diventare – con l’aiuto di validi collaboratori – un rappresentante del principale servizio home video a livello internazionale.
Questo primato, ora, potrebbe seriamente sfumare. Occorre, tuttavia, restare a galla con un nuovo volto e altrettante possibilità. Quello che in gergo tecnico si definisce con l’espressione: “Differenziazione di offerta e contenuti”. Nello specifico Hastings ritiene che Netflix, anche grazie a lui, abbia raggiunto il proprio massimo e attualmente si stia avviando verso una lenta ma inesorabile flessione. Il manager pensa di non avere gli strumenti per aggredire la concorrenza come un tempo non ancora lontano. Quindi esce di scena per continuare a fare affari in ambiti ritenuti più redditizi. Su cui, in altre parole, si può ancora investire pensando di ricavare utili.
Il nuovo corso dell’azienda
Netflix, secondo gli analisti, era a un bivio: acquistando la Warner Bros avrebbe preso una strada che avrebbe portato una nuova fase di mercato con cui fare i conti. Questo passaggio è fallito, quindi è giunto il momento di iniziare a farsi altre domande. Peccato, per i vertici attuali di Los Gatos, che qualcuno abbia già iniziato ad avere le risposte e non sono quelle che sperava. Hastings uscendo dalla porta principale fa perdere a Netflix punti importanti sul mercato.
Quote che potrebbero tornare se si avrà la forza e i mezzi di tornare in carreggiata. A lasciare, tuttavia, non è stato uno qualunque ma quella che per molti era ritenuta la colonna portante di tutta l’industria. È tempo di cambiare, ma per rimettersi in gioco – almeno stavolta – non basterà premere il tasto del Rewind. L’azienda ha già fatto capire di avere un piano di riassetto, dato che l’addio di Reed Hastings non era certo una sorpresa, ma occorrerà capire quale direzione prendere.
I prossimi mesi, fra scelte e trattative, saranno fondamentali per determinare la nuova visione aziendale di Netflix. Le aspettative, al pari delle incombenze, sono piuttosto alte e il tempo è poco. Ogni giorno è buono per ricominciare, ma anche per restare al palo. Uno scenario che, dalle parti di Los Gatos, non è contemplato.




