Cultura

Charlotte Cornfield – Hurts Like Hell

Pochi mesi fa Charlotte Cornfield ha firmato un contratto con la Merge Records: la trentasettenne musicista nativa di Toronto ha debuttato ora per la label fondata da Laura Ballance e Mac McCaughan dei Superchunk con questo suo sesto LP, che arriva dopo circa tre anni dal precedente, “Could Have Done Anything“.

Credit: Colin Medley

Il nuovo disco della canadese è il primo che registra dalla nascita di sua figlia nel 2023, un punto di svolta per lei come persona e come artista. I temi ricorrenti dell’album, la crescita personale e il rinnovamento, la perseveranza dell’amore attraverso le difficoltà, la vergogna e l’imbarazzo, affondano le loro radici proprio lì.

L’album è stato registrato, prodotto e mixato da Philip Weinrobe (Adrianne Lenker, Tomberlin, Billie Marten), mentre Josh Bonati (Sufjan Stevens, Mac DeMarco, Zola Jesus) si è occupato del mastering: anche gli ospiti presenti sul suo nuovo LP sono davvero numerosi e prestigiosi, da Buck Meek dei Big Thief a Feist, da Maia Friedman dei Dirty Projectors a Christian Lee Hudson, passando per El Kempner (aka Palehound).

Partiamo a raccontare di questo LP proprio con la title-track “Hurts Like Hell”, che si inquadra perfettamente nel genere caro a Charlotte, ovvero il country-folk: calda e confortante, é disegnata con un ottima pedal-steel e una voce soft e piena di dolcezza, a cui si aggiunge quella di Buck Meek, che porta un ulteriore tocco di classe al brano.

Pochi passi più avanti in “Lucky” la Cornfield non perde la passione, ma preferisce virare verso sicuri territori indie-rock con chitarre più intense, ma sensazioni melodiche davvero belle.

La bellezza di “Squiddd” è davvero qualcosa di unico: delicata, morbida, gentile, celebra il fatto di suonare in una band e di poter vedere altre band. “I wanna share files with you“, canta la canadese con estrema leggerezza.

“Long Game”, invece, torna verso territori di Americana con ancora una volta la pedal steel tra i protagonisti e, senza forzare i ritmi, recupera ricordi di quando era più giovane e voleva diventare musicista, con un pensiero verso quelli che più l’hanno ispirata a scrivere canzoni e a suonare.

Mentre analizza, sempre con una certa dolcezza, le sue esperienze di vita, passate e attuali, la Cornfield realizza un altro disco bello e intelligente, forte di tanta qualità e di ospiti importanti: senza dubbio un altro bel passo in avanti per lei.


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