la voce dei cittadini e delle associazioni
Il lungo corteo molto composito, preceduto da un camion con le attrezzature microfoniche, si è messo in moto domenica 17 maggio 2026 da Largo Bartolomeo Perestrello e, dopo aver transitato in via di Tor Pignattara e raggiunto via Casilina si è incamminato lungo il tratto che percorreva il Tram Giallo fino a raggiungere Piazza Lodi.
Tante le Associazioni e anche le aziende che hanno aderito alla manifestazione: Comitato Quartiere Tor Pignattara, Comitato Casilina vecchia Mandrione, Comitato Certosa, Pisacane 099, Ecomuseo Casilina, Circolo Arci Trenta Formiche, Circolo Arci Sparwasser, Circolo Arci Pianeta Sonoro, Circolo Arci Magma, Pescheria, Studio 54 Nero Editis / sezione Toroination, Graglia, Malinconia Fumogeno, Pigneto Pop, Rete Imprese Tor Pignattara, Casa del Popolo Tor Pignattara, Torpigna Almagià, Casino Sky Park.
Uno dei responsabile dell’evento ci ha dichiarato: “La protesta nasce dal fatto che senza trenino non si può stare. Sono passati più di due mesi da quando le corse della tratta Termini-Centocelle si sono interrotte, e abbiamo già imparato bene cosa significa in termini di disagio. Per noi non si tratta solo della perdita di un’icona storica per tutto un quadrante di Roma, un vero e proprio monumento su rotaia la cui memoria rischia di essere cancellata come se nulla fosse. Parliamo di attese interminabili alle fermate degli autobus: un’attesa 20 minuti, che spesso si prolungano ad un’attesa che va oltre i 40 minuti prima di vedere un convoglio all’orizzonte”.
“Parliamo – aggiunge – di mezzi Atac strapieni in cui è impossibile entrare a meno di ingaggiare lo scontro fisico con gli altri passeggeri. Una volta entrati, sperare inutilmente di rimediare un cantuccio dove almeno poter respirare schiacciati tra corrimano in plastica, corpi sofferenti gomiti urla e spintoni. Il normale tragitto che da casa ti portava a scuola o al lavoro andata e ritorno si trasforma ora in un’agghiacciante bolgia umana su bus perennemente ostaggio del traffico intasato. I tempi risultano, secondo gli orari, duplicati triplicati quadruplicati. Un intero quartiere da cui è diventato impossibile tornare. Il tutto mentre attendiamo una nuova linea tranviaria di cui ancora non si conoscono le tempestiche esatte e che, nella miglior delle ipotesi, verrà inaugurata fra quattro anni. E noi a quattro anni di inferno non possiamo sopravvivere”
“Le soluzioni – dice ancora il nostro interlocutore – fin qui vagheggiate hanno il sapore della presa in giro pronunciata da qualche anima bella per la quale Roma finisce a Porta Maggiore. Rafforzare il 105 non basta cosa mai risolverebbe una fila di grossi autobus eternamente bloccati nel traffico se non – per paradosso- a produrre più traffico ancora? Le alternative creative (navette limitate dirottamenti forzati sulla linea C sempre evocato manco fosse una bacchetta magica sono le fantasia di gente che non c’e mai stato sui mezzi pubblici, e che nemmeno sa dove sta a Tor Pignattara sulla mappa. Noi invece abbiamo bisogno di risposte concrete e immediate, senza prese in giro, vogliamo tornare a poterci muovere in una città a cui diamo tutto e che ci sta ripagando in questo modo”.
“Rivendichiamo – conclude – il diritto a spostarci senza che questo si traduca in un’impresa disperata. Vogliamo soluzioni reali al problema della mobilità nel nostro quartiere. Ci vengono prospettati interi anni senza trenino e noi sappiamo bene che senza trenino non si può“.
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