Molise

Disperso nel Trigno, il dolore di Vanessa: “Una tragedia che non può essere archiviata nel silenzio” | isNews

La moglie di Domenico Racanati torna a chiedere risposte: “C’è una famiglia che aspetta ancora di poter piangere il proprio caro con dignità”


MONTENERO DI BISACCIA. “Perché nessuno ha fatto lo stesso per noi?”. È una domanda semplice, ma pesante e carica di dolore, quella che Vanessa affida ai social a quasi due mesi dalla scomparsa del marito Domenico Racanati, il 53enne disperso nel fiume Trigno a seguito del crollo del ponte sulla Statale 16 in territorio di Montenero Di Bisaccia a causa della violenta ondata di maltempo che ha investito il Molise nei primi giorni di aprile.

Nel post la donna racconta di aver visto al Tg la visita del presidente Sergio Mattarella e della premier Giorgia Meloni a Modena, dopo la tragedia dell’auto finita sulla folla. “Ed è giusto che lo abbiano fatto” scrive. Ma subito dopo arriva lo sfogo: “Perché nessuno ha fatto lo stesso per noi?”.

Nel lungo post Vanessa racconta di settimane vissute nel dolore e nell’attesa, mentre il corpo del marito non è stato ancora ritrovato. “In tutto questo tempo – scrive – non abbiamo visto nessun rappresentante dello Stato fermarsi davvero davanti alla nostra tragedia, guardarci negli occhi, ascoltare il nostro dolore”, scrive.

Parole le sue che raccontano il senso di abbandono vissuto dalla famiglia. “Abbiamo avuto la sensazione di essere stati dimenticati. Come se questa vicenda non fosse importante. Come se mio marito non fosse una persona”. Poi il ricordo di Mino: “Lì c’è un uomo. Un marito. Un padre che le sue figlie aspettano ancora ogni giorno”.

Vanessa chiarisce di non cercare passerelle politiche né parole di circostanza, ma rispetto e attenzione per una tragedia che, dice, “non può essere archiviata nel silenzio”. E punta il dito anche sulle possibili responsabilità dietro il crollo: “Mio marito non è scomparso per fatalità. È morto a causa di errori umani, di manutenzioni che forse non sono state fatte come avrebbero dovuto”.

Infine l’appello a non dimenticare questa storia: “Dietro questa tragedia non ci sono numeri o titoli di giornale. C’è una famiglia che aspetta ancora di poter piangere il proprio caro con dignità”.


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