a Lanciano due serate dedicate a Modesto Della Porta e Ornella Vanoni

Due serate dedicate alla memoria, all’identità, all’ironia e alla grande musica italiana: si intitola “Vinile 2026”, la rassegna in programma al teatro Fenaroli il 12 e 13 maggio. L’iniziativa è promossa dall’associazione lancianese Emigranti abruzzesi nel mondo, con il patrocinio del Comune di Lanciano, e nasce con l’obiettivo di proporre al pubblico due appuntamenti diversi ma uniti da un filo comune: raccontare una comunità, un territorio e un patrimonio culturale attraverso la parola, la musica e il ricordo condiviso.
Il primo appuntamento, martedì 12 maggio, sarà dedicato all’Abruzzo e all’abruzzesità con “La valigia di Modesto”, serata che richiama idealmente la figura di Modesto Della Porta, poeta dialettale abruzzese capace di trasformare la lingua popolare in poesia, ironia e racconto dell’anima di un popolo. Sul palco si alterneranno ospiti e personaggi legati al mondo abruzzese, con interventi divertenti e momenti di racconto dedicati all’identità regionale. Tra i protagonisti ci saranno Germano D’Aurelio, in arte ‘Nduccio, e Gino Bucci, conosciuto sui social come “l’Abruzzese fuori sede”, molto seguito per la sua capacità di raccontare con ironia e affetto il legame con l’Abruzzo.
Il secondo appuntamento, mercoledì 13 maggio, sarà invece dedicato a Ornella Vanoni, una delle interpreti più raffinate e riconoscibili della musica italiana. La serata sarà un omaggio alla sua voce, al suo stile e alle canzoni che hanno attraversato generazioni. A impreziosire l’appuntamento sarà la partecipazione di Michele Pecora, artista legato alla grande tradizione della musica italiana, che accompagnerà il pubblico in un percorso dedicato all’eleganza, alla forza espressiva e all’intensità del repertorio vanoniano. Ad accompagnare entrambe le serate sarà la band Alfredo Scogna & Acoustic Aelion Grelis, presenza che contribuirà a dare continuità artistica e sonora all’intera rassegna.
“Vinile 2026” intende offrire due occasioni di incontro con linguaggi diversi ma complementari: da un lato il teatro della memoria popolare, dell’identità territoriale e dell’ironia abruzzese; dall’altro la musica come racconto emotivo e culturale, capace di evocare ricordi, generazioni e atmosfere senza tempo.
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