Lazio

Stadio della Roma, il TAR dà il via libera ai tagli a Pietralata: respinto il ricorso

Il nuovo stadio della Roma torna a correre. Dopo settimane di tensioni, ricorsi e proteste tra ruspe, alberi abbattuti e sopralluoghi tecnici, il Tar del Lazio ha rimesso in moto il progetto destinato a cambiare il volto di Pietralata.

La Prima Sezione del tribunale amministrativo ha infatti respinto il ricorso presentato da un comitato di residenti contro il taglio delle alberature nell’area individuata per il futuro impianto giallorosso, revocando di fatto lo stop cautelare che aveva congelato i lavori alla fine di aprile.

Una decisione che rappresenta un passaggio chiave per il Campidoglio e per la proprietà Friedkin, decisi a non rallentare il cronoprogramma dell’opera.

Ma dietro il via libera giudiziario resta una battaglia ancora apertissima, destinata a spostarsi ora nelle aule del Consiglio di Stato.

Il bosco conteso di Pietralata

Tutto ruota attorno a un lembo di verde diventato simbolo dello scontro tra due visioni opposte della città. Da una parte il progetto del nuovo stadio, sostenuto dall’amministrazione capitolina come grande motore di rigenerazione urbana. Dall’altra i residenti e gli ambientalisti, convinti che l’area custodisca un ecosistema da preservare.

La scintilla era esplosa il 13 aprile, quando nell’area erano entrati in azione gli operai incaricati di avviare i primi abbattimenti.

Un intervento preliminare necessario — secondo il Comune — per consentire le indagini archeologiche richieste dalla Soprintendenza prima dell’apertura dei cantieri veri e propri.

Nel giro di poche ore erano partite proteste, sit-in e un ricorso urgente al Tar.

I residenti contestavano il rischio di danni irreversibili all’habitat naturale, denunciando anche l’assenza di una Valutazione d’Impatto Ambientale e di autorizzazioni paesaggistiche specifiche.

In una prima fase il tribunale aveva accolto la richiesta cautelare, imponendo uno stop temporaneo agli abbattimenti. Una frenata che aveva riacceso dubbi e tensioni attorno a uno dei dossier più delicati della Capitale.

immagine di repertorio

La mossa del Campidoglio e le foto decisive

La svolta è arrivata nelle ultime settimane, quando Roma Capitale ha depositato nuova documentazione tecnica davanti ai giudici amministrativi. Al centro del fascicolo, una dettagliata relazione fotografica presentata l’8 maggio, ritenuta decisiva dal Tar.

Secondo quanto emerso, il Campidoglio avrebbe già sospeso autonomamente gli interventi nelle particelle considerate potenzialmente “boscate”, lasciando intatti gli alberi presenti nelle aree ancora sottoposte a verifica ambientale.

Diverso invece il caso dei dodici alberi già abbattuti. Per il tribunale, quelle piante si trovavano in terreni privi di vincoli forestali o naturalistici. Una distinzione tecnica che ha ribaltato completamente il quadro cautelare e portato al rigetto del ricorso.

Con la sentenza, dunque, ripartono i lavori preliminari e soprattutto i sondaggi archeologici, passaggio indispensabile per l’avanzamento dell’intero progetto dello stadio.

La protesta non si ferma

La decisione del Tar non ha però spento lo scontro politico e ambientale. I comitati contrari all’opera parlano di un pronunciamento “incoerente” e accusano il Comune di non aver ancora chiarito definitivamente la natura dell’area verde.

Secondo gli attivisti, il fatto che siano ancora in corso verifiche tecniche sulla presenza di un possibile bosco dimostrerebbe come la situazione non sia affatto definita. Per questo motivo i residenti hanno già annunciato il ricorso al Consiglio di Stato, pronti a proseguire la battaglia legale.

Nel frattempo, però, il progetto del nuovo impianto giallorosso supera un altro ostacolo e torna a muoversi.

Pietralata resta così il terreno simbolico di una sfida che va oltre il calcio: da una parte la spinta verso la trasformazione urbanistica della città, dall’altra il timore di perdere uno degli ultimi spazi verdi del quadrante est della Capitale.

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