La quinta promozione in B della storia amaranto. Ed è bellissima
Adesso sono cinque le promozioni in serie B in 103 anni di storia. Gli amaranto in totale hanno disputato 16 stagioni nel torneo cadetto in quattro distinti periodi: nel 1966-67, dal 1969-70 al 1974-75, dal 1982-83 al 1987-88 e dal 2004-05 al 2006-07.
La prima volta nel 1966
Il 15 maggio 1966 l’Arezzo conquistò la B per la prima volta nella sua storia. La società aveva provato a salire di categoria già l’anno precedente, ma c’era solo andata vicino. Il presidente Simeone Golia, imprenditore orafo, costruì una rosa forte: in panchina venne confermato Cesare Meucci, un friulano che era considerato un sergente di ferro. Carattere duro, si rivelò un grande gestore di uomini.
La squadra ingranò subito e vinse otto delle prime dodici partite, espugnando anche Lucca e Pistoia. Nel girone di ritorno ci fu il cambio di marcia decisivo: sedici giornate, sei pareggi e dieci vittorie, compresa quella di Carpi del 15 maggio 1966. Quel giorno s registrò un vero e proprio esodo, con auto private e pullman di aretini che risalirono l’Appennino fino al velodromo ”Cabassi”. Finì 2-0 per gli amaranto, gol di Ferrari e Meroi, per i due punti della matematica promozione. Bernasconi a fine anno segnò 14 gol, Flaborea 12, Meroi 9: gli alfieri di un Arezzo che aveva tra le sue fila anche il capitano Tellini oltre a Zanetti, Chesini, Gerardi e Del Negro.
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Il presidente Golia concede il bis
La stagione seguente fu sfortunata e gli amaranto retrocessero. Ma Simeone Golia era un presidente tosto e riuscì nell’impresa di riconquistare di nuovo la serie B due anni più tardi. L’organico era completamente cambiato, con una novità anche in panchina, dove sedeva Omero Tognon, un veneto che da calciatore aveva fatto fortuna nel Milan e che sbarcò al Comunale dal Verona.
L’Arezzo, dopo una partenza con alti e bassi, balzò al comando della classifica all’undicesima giornata, per poi prendere il largo dopo un pirotecnico 4-3 contro l’Empoli diretta concorrente. Di lì in avanti non ce ne fu più per nessuno, nemmeno per la coriacea Massese che perse il big match al Comunale (1-0, gol di Tonani) e alzò bandiera bianca. La matematica premiò gli amaranto a tre turni dalla fine, nonostante la sconfitta interna per 1-0 contro l’Ascoli. Era l’8 giugno 1969. In rosa Farina, Mantovani (10 gol) Monticolo, Orlandi, Perego (10 gol), Vezzoso e capitan Rumignani.
1982, anno di gloria
La storia ci fa fare un salto in avanti di tredici anni, fino al 30 maggio 1982. In quel caldo pomeriggio di Arezzo-Paganese 4-1 si consuma l’epilogo di un campionato avvincente, che segna il salto di qualità di una società e una squadra in simbiosi con il pubblico. L’anno prima Zanin e compagni avevano sollevato al cielo la Coppa Italia, successo bissato con il salto di categoria che scolpisce negli annali i nomi del presidente Narciso Terziani e dell’allenatore Antonio Valentin Angelillo.
Il testa a testa con il Campobasso dura dalla prima all’ultima giornata e alla fine entrambe le formazioni saliranno in B. Tra i dati emblematici di quella stagione, in cui gli amaranto restano imbattuti in casa e pareggiano 12 volte su 17 in trasferta, ci sono i tanti 1-0 sintomo di solidità e i 16 gol di Gritti, ribattezzato Tullio volante. In rosa giocatori destinati a diventare vere e proprie bandiere come Menchino Neri, Pellicanò, Butti e Mangoni.
Liberazione amaranto
L’ultima grande gioia, prima di ieri, risaliva al 25 aprile 2004, giorno passato alla storia come la liberazione amaranto. Presidente Piero Mancini, allenatore Mario Somma, capitano Matteo Serafini. Per tornare nella seconda serie del calcio italiano è sufficiente lo 0-0 contro il Varese in un Comunale stracolmo come poche altre volte.
Fu un’annata baciata dalla sorte quella. La squadra era retrocessa nella primavera 2004 ma, dopo una delle tante estati all’insegna del caos nel calcio italiano, fu ripescata. E la rosa costruita per la C2, dominò la C1 grazie alle idee innovative del tecnico e a un organico in cui tutti gli ingranaggi funzionarono nel modo migliore. Memorabile la trasferta di Lumezzane, chiusa con una vittoria per 3-0 contro l’avversario più agguerrito, con due rigori parati da Pagotto e l’ultima mezz’ora giocata con una nebbia così densa che non si vedeva nulla. In trasferta c’erano 1.500 tifosi aretini. Il 15 febbraio, durante la partita con la Pistoiese (1-0, gol di Pasqual), arrivò la triste notizia della scomparsa di Lauro Minghelli. E la grande festa di due mesi dopo fu dedicata proprio a lui.
L’ultimo capolavoro
Il resto è cronaca. L’Arezzo di Cristian Bucchi mette sotto la Torres per 3-1 proprio ieri, 16 aprile 2026, e conquista il primato solitario in testa alla classifica che significa serie B. Per il tecnico è la prima promozione della carriera, per il presidente Guglielmo Manzo è la seconda dopo quella dalla D alla C del 2023, nell’anno del centenario.
La squadra porta tre giocatori in doppia cifra: Pattarello 13 gol, Cianci 12 gol, Tavernelli 10 gol. Il cammino degli amaranto conta una sola sconfitta esterna in tutto il torneo, ben 64 gol segnati e appena 24 al passivo, con 24 vittorie complessive. Un percorso che ha condotto alla categoria superiore grazie alle vittorie esterne del girone di andata in casa di Ravenna e Ascoli, al miglior attacco del torneo e alla seconda difesa dopo quella ascolana.
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