Il Circolo Severini e il sindaco commemorano Sergio Grilli. La mostra

C’è un silenzio operoso tra le mura della saletta del Teatro Signorelli, lo stesso silenzio che precedeva il primo tocco di colore sulla tela di Sergio Grilli. Il Circolo Culturale “Gino Severini” ha scelto di trasformare il dolore per la recente scomparsa del suo stimato socio in una celebrazione di luce, inaugurando una mostra commemorativa, presente alla saletta del teatro Signorelli, che è, prima di tutto, un atto d’amore.
L’inaugurazione ha visto una partecipazione straordinaria, a testimonianza di quanto Sergio avesse saputo seminare nel cuore della sua comunità. Tra i presenti, la moglie Graziella, i tre figli e una folla commossa, unita nel ricordo di un uomo che ha saputo farsi interprete della bellezza.
Il sindaco Luciano Meoni e la consigliera Navini hanno voluto rendere omaggio alla figura di Grilli, sottolineando come la sua opera non sia stata solo un fatto estetico, ma un contributo civile e identitario. – “Sergio ha lasciato un segno profondo sul nostro territorio e oltre,” è stato ricordato durante l’apertura. “Un uomo onesto, un artista che ha saputo onorare Cortona con il rigore della sua arte e la nobiltà del suo animo.”
Sergio Grilli, artista autodidatta, non si è mai limitato a riprodurre ciò che vedeva. La sua pittura era un ponte tra il visibile e l’invisibile. Attraverso i suoi colori, ha raccontato una realtà interiore dove il caos del mondo trovava finalmente pace.
I suoi panorami, gli scorci segreti di Cortona e le sue nature morte non erano semplici esercizi di stile, ma frammenti di un’anima che cercava costantemente l’equilibrio. C’era sempre, in ogni pennellata, un richiamo, un profumo, un’ombra che riportava alla sua amata città, filtrata però attraverso un filtro di rigore e armonia.
Se la cronaca parla di una mostra, la poesia parla di un ritorno. Sergio rappresentava il reale non come appare, ma come avrebbe voluto che fosse: un mondo governato da una geometria dell’anima, dove ogni colore è al suo posto e ogni luce canta una lode alla vita.
Sergio non ha mai smesso di cercare quel “punto di fuga” dove la terra tocca il cielo. Oggi, tra i suoi quadri, quel punto sembra finalmente raggiunto. Cortona non perde un pittore, ma guadagna un custode eterno della sua bellezza.
ArezzoNotizie è anche su Mobile! Scarica l’App per rimanere sempre aggiornato.
Source link




