“La priorità è davvero questa?” oppure Liste d’attesa infinite, ma 360 ore di ortopedici vanno all’Udinese

Trecentosessanta ore all’anno di attività specialistica per l’Udinese Calcio mentre il sistema sanitario regionale continua a fare i conti con carenza di medici e liste d’attesa. È su questo punto che la consigliera regionale del Movimento 5 Stelle Rosaria Capozzi chiede chiarimenti alla Giunta, dopo il rinnovo della convenzione tra Asufc e la società bianconera. “La collaborazione con l’Udinese Calcio Spa può certamente costituire una significativa opportunità ma, prima di tutto, rimane comunque intoccabile il diritto dei cittadini del Friuli Venezia Giulia alla salute e a una sanità pubblica che funzioni nei tempi dovuti”, afferma Capozzi.
Le 360 ore per l’Udinese
Al centro dell’interrogazione depositata dalla consigliera regionale c’è la convenzione che prevede l’impiego di dirigenti medici specialisti in ortopedia per complessive 360 ore, svolte al di fuori dell’orario di servizio. Secondo Capozzi, il punto non è mettere in discussione il rapporto con una società sportiva professionistica, ma capire se sia opportuno destinare specialisti del servizio sanitario pubblico a un’attività convenzionata esterna in una fase caratterizzata da carenza di personale e tempi d’attesa ancora elevati. “È davvero opportuno utilizzare, in una situazione di evidente carenza di specialisti e di liste d’attesa così pesanti, i medici del Servizio sanitario pubblico per attività convenzionate con un soggetto esterno?”, è la domanda dell’esponente del Movimento 5 Stelle.
L’interrogazione alla Giunta
Capozzi chiede alla Regione di chiarire quanti professionisti siano coinvolti nella convenzione, quante ore vengano effettivamente dedicate all’attività per l’Udinese e quale valutazione sia stata fatta sull’impatto rispetto alla disponibilità di specialisti per il servizio pubblico. La consigliera vuole inoltre conoscere il numero di visite e consulenze effettuate dal 2020 a oggi nell’ambito delle 360 ore annue previste, insieme all’ammontare dei corrispettivi riconosciuti ad Asufc. Tra le domande poste alla Giunta c’è anche quella relativa al numero di visite in lista d’attesa che avrebbero potuto essere effettuate utilizzando gli stessi professionisti per ridurre i tempi di attesa dei cittadini. Capozzi chiede infine di conoscere gli orari nei quali vengono svolte le sedute ambulatoriali settimanali destinate alle visite ortopediche dei tesserati dell’Udinese. “Se esistono realmente risorse professionali disponibili, la priorità dovrebbe essere sempre quella di garantire ai cittadini le visite nei tempi previsti”, conclude la consigliera regionale.
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